RAVENNA. Il lavoro sulla pianificazione urbanistica è andato avanti, anche durante il Covid. «La consultazione preliminare sul documento strategico del Piano Urbanistico Generale è stata conclusa durante il lockdown. Le prime due sedute sono state in presenza, tutti i lavori succesivi in smart-working». Federica Del Conte, assessora all’Urbanistica, descrive uno snodo importante su quelli che saranno gli sviluppi della città, a cavallo fra due concezioni differenti della pianificazione cittadina. «Ora stiamo entrando nel vivo del Pug, riferimento unico che secondo la nuova legge urbanistica regolerà lo sviluppo del futuro. Ma in vigore abbiamo ancora il Piano strutturale comunale, il Regolamento urbanistico edilizio e il Piano operativo comunale. Su questi tre strumenti abbiamo operato 14 varianti in quattro anni, non era mai successo».
Un lavorìo che si è reso necessario «per andare incontro alle esigenze dei cittadini, che rispetto a quanto normato prima hanno visto variare completamente il quadro di insieme. Quindi per riportare 90 ettari, prima edificabili, a destinazione agricola, abbiamo modificato Rue e Poc. E infine il Psc, che richiede un procedimento complesso, visto che va incrociato anche con le esigenze dei comuni limitrofi. Necessario però, tutti i proprietari dovevano pagare un’Imu su terreni che non sarebbero stati più utilizzabili a fini edilizi».
Questo ha portato con sè anche sviluppo, secondo l’assessora: «Abbiamo tolto 450 ettari complessivi di superficie residenziale, ma contemporaneamente abbiamo rimodulato i cosiddetti articoli 18. Quindi attraverso questi strumenti, che danno potenzialità edificatorie in cambio di opere pubbliche – ricorda la Del Conte – abbiamo visto concretizzarsi la scuola di Lido Adriano, acquisito le aree necessarie al parcheggio scambiatore di Punta Marina e visto sorgere il parco Baronio».
Una dotazione di verde che, proprio attraverso questi scambi pubblico-privato, non si interromperà: «Legato al comparto Antica Milizia, oltre al Baronio vedremo nascere il parco Cesarea, che diventerà il terzo polmone verde della città, peraltro nel fulcro di Ravenna. E gli articoli 18 ci porteranno le piste ciclabili su via Stradone. Il vantaggio è che oltre ad aver reso più sostenibili economicamente questi strumenti, li abbiamo velocizzati. In 10 anni i proprietari devono realizzare opere e urbanizzazioni, partendo dalla parte pubblica».
Presto però si volterà pagina, e a regolare la pianificazione sarà, come detto, il Pug. Che avrà diverse caratterizzazioni, tra cui la deimpermeabilizzazione delle superfici: «Un anticipo lo abbiamo con il cantiere partito in questi giorni della Caserma Alighieri. Lì saranno riportati permeabili ben 15mila metri quadrati. Ma il futuro avrà fra gli assi portanti la mitigazione e la sostenibilità ambientale. Quattro però saranno le direttrici – annuncia l’assessora –. Un’azione progettuale mette al centro il Candiano: il porto sarà uno dei grandi protagonisti dello sviluppo futuro. Poi lo spessore dinamico del litorale, con una valorizzazione sempre più accentuata del parco marittimo. Quindi la spinta al concetto di Metroferrovia sulla dorsale Mezzano-Classe-Mirabilandia, che sarà anche “stazione della pineta”».
E intanto si profila una novità in Darsena, a giorni dall’inaugurazione della passerella lignea in destra canale: «La nostra volontà quella, da sempre, di arrivare fino al ponte mobile. Il primo stralcio lo abbiamo finanziato con la vittoria nel “bando periferie”. Ma un secondo stralcio, per arrivare a coprire tutto il tratto della Darsena fruita oggi dai cittadini, sarà l’impegno per la prossima legislatura».

Il SINDACO. «Il Pug? Sarà il piano che ci porterà, con forza, la rigenerazione urbana. E farà correre, parallelamente, lo sviluppo industriale e la piena rinaturalizzazione dei nostri ambiti pinetali». Michele De Pascale è soddisfatto che «si sia riusciti ad andare avanti, sulle linee strategiche di quello che sarà l’asse portante della nostra pianificazione urbanistica».
Il Piano urbanistico generale entrerà presto nel vivo e il sindaco individua tre direttrici fondamentali: «Lo sviluppo sarà in coerenza di quanto abbiamo deciso finora, ma gli strumenti normativi saranno più efficaci. Innanzitutto sulla rigenerazione urbana». Il sindaco non nasconde che «la nuova legge su cui ricalibreremo gli strumenti consente meccanismi davvero incentivanti. Prima gli oneri per il recupero di porzioni di territorio erano così penalizzanti che conveniva, sempre, costruire ex novo. Ora questa tendenza viene ribaltata».
Quindi il sindaco intravede soluzioni per la Ex Amga, per una svolta decisiva in Darsena. Ma vede un impulso anche sullo sviluppo industriale: «I comparti dove sarà possibile investire saranno ben contingentati e definiti. Negli ambiti concessi, però, sarà più semplice procedere». E più facile sarà rinaturalizzare: «Tante aree di schermo fra le aree industrializzate e quelle ambientalmente sensibili devono essere riqualificate. Questo è il settore dove la differenza fra Psc e Pug sarà più sensibile».

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