In 400 da Cesena a Roma dentro l’onda antifascista ma senza piazza

“Mai più fascismi”. Ma anche più lavoro, più diritti e più attenzione al malessere sociale. È il doppio messaggio partito ieri pomeriggio dal palco di piazza San Giovanni, a Roma, dove Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato una manifestazione unitaria in risposta all’attacco squadrista che una settimana prima aveva colpito la sede della Camera del lavoro nel corso della protesta no green pass.
Anche da Cesena e dintorni, a bordo di 6 pullman messi a disposizione dai sindacati, ma anche muovendosi ma anche muovendosi autonomamente in auto o in treno, tante persone non sono volute mancare. Erano circa 400. Quasi nessuno è però riuscito a raggiungere il luogo principale della manifestazione, quello dove hanno preso la parola i tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil. C’era troppa gente (gli organizzatori hanno parlato di 200.000 persone, ma anche le stime più caute si aggirano attorno alle 100.000), che ha fatto “da tappo” e le delegazioni dei sindacati in trasferta da Cesena hanno incontrato difficoltà a spostarsi, fin dalla metropolitana.
Sono comunque tutti molto soddisfatti per la riuscita della manifestazione.
«Abbiamo dimostrato tutti assieme che non ci facciamo certamente intimidire dai fascisti – dice Silla Bucci (Cgil) – Questa grande partecipazione, ben visibile già alla stazione della metropolitana, dove siamo dovuti restare in attesa per 1 ora, e poi lungo tutte le vie d’accesso alla piazza, che erano strapiene, è un segnale forte. Democrazia, lavoro e cultura sono i veri anticorpi contro chi oggi rimpiange il fascismo».
Francesco Marinelli (Cisl Romagna) aggiunge: «Alla violenza abbiamo sempre risposto col dialogo, la partecipazione e la contrattazione e così continueremo a fare». Poi allarga il ragionamento al tema Covid, ricordando che i sindacati hanno «chiesto al Governo alcune modifiche, come la calmierazione dei prezzi dei tamponi, e poche ore fa abbiamo ottenuto l’importante ripristino dell’indennità di quarantena».
Per Marcello Borghetti (Uil), «al no secco ai fascismi va aggiunto un forte impegno per rimettere al centro il lavoro, rendendolo più stabile e sicuro, anche nel Cesenate. Sanità e scuola pubbliche e sostegno alle nuove fragilità sono altre priorità. Inoltre, con le risorse del Pnrr possiamo davvero costruire un Paese diverso, investendo sulle infrastrutture».

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