Imu piattaforme, a Cesenatico contenziosi con Eni per 18 milioni

Tutto ancora fermo per l’Impi: manca l’emanazione del decreto che attribuisce la quota parte dell’imposta, già riscossa dallo Stato, ai Comuni rivieraschi con impianti di trivellazione e estrazione prospicienti la costa.

Intanto il Comune di Cesenatico ha in ballo, in contenzioso con Eni, oltre 18 milioni di euro che rivendica a titolo di Imu pregressa da pozzi metaniferi in mare entro le 12 miglia. In passato al Comune furono riconosciuti e versati 3,8 milioni di euro senza che la multinazionale avanzasse ricorsi. Mentre ora sono tanti gli importi in ballo, perlopiù ancora in contenzioso per varie annualità Imu pregresse. Somme che si prevede di ricevere o talvolta già ricevute ma che, sebbene inserite a bilancio dall’ente locale, non potranno essere disponibili e impiegate fintanto non saranno esauriti in ogni grado i giudizi aperti.

È tutto ancora da dirimere, ferma al vaglio della Commissione tributaria provinciale (che è quella di primo grado), l’ultima richiesta inoltrata dal Comune di Cesenatico per ottenere da Eni Spa 11 milioni di euro. Sono le somme riferite agli ultimi anni d’imposta possibili, quelli che vanno dal 2016 al 2019,mentre l’Impiè entrata in vigore a far data dal 2020.

Approdato all’ultimo grado di giudizio, invece, da decidere in terzo grado d’appello, in Cassazione, il ricorso riproposto da Eni per i 3,8 milioni di euro riferiti all’Imu 2015 che il Comune di Cesenatico ha già ricevuto, ma mantiene ancora immobilizzati in cassa senza poterli spendere. Poi rimane ancora da decidere l’esito su 3,3 milioni di euro, riferiti all’anno di imposta 2014, il cui contenzioso stavolta è fermo al secondo grado di giudizio, presso la Commissione tributaria regionale.

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