Imu, a Ravenna valore catastale dimezzato rispetto al mercato

Quanto è conveniente avere una casa a Ravenna? Sotto il profilo meramente fiscale la risposta è chiara: molto. Perché, come emerge dallo studio pubblicato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore confrontando i dati di Nomisma, chi ha una seconda casa a Ravenna paga l’Imu su un valore catastale medio degli immobili pari a 89.940 euro, quando in realtà il valore di mercato è invece quasi il doppio, ossia 153.173 euro (i dati presi in esame dal noto quotidiano economico milanese si riferiscono alle quotazioni medie di fine 2021 per un appartamento ad uso civile di circa 90 metri quadrati).

L’incrocio tra l’imponibile Imu e i prezzi di mercato, in Romagna in generale, mostra due aspetti di grande interesse: da un lato l’elevata discrepanza dei numeri non è altro che il risultato dei difetti del catasto, dall’altro queste cifre si possono leggere come un risultato positivo per Ravenna, il cui mercato immobiliare starebbe tenendo nonostante le ovvie difficoltà (con valori per il nuovo che si aggirano anche oltre i 3mila euro al metro quadro e l’usato tra i 2mila e i 2.300 euro). Lo stesso avviene, tra l’altro con una forbice ancora più ampia, nella vicina Rimini, dove l’Imu si paga su un valore catastale medio pari a 89.717 euro, quando il valore di mercato si aggira quasi a 220mila euro. Bene anche Forlì (valore catastale medio di 94.810 euro e valore di mercati uguale a 141.047 euro). Per quanto la Romagna si dimostri, quindi, un buon affare sotto il profilo del mattone, lo studio effettuato dal Sole 24 Ore rispolvera un vecchio quanto delicato problema, ossia quello della riforma dei valori catastali non aggiornati. Nonostante le raccomandazioni della Ue del 2019, però, la revisione non rientrerebbe nella lista delle riforme fiscali attese per questo mese. E questo nonostante l’atto di indirizzo 2021-23 del ministero dell’Economia a fine agosto abbia sollecitato l’aggiornamento dei database immobiliari, nell’ottica proprio di una più equa imposizione fiscale. Su quest’ultima possibilità sembra scettico Ivano Venturini, presidente di Fimaa Ravenna (la Federazione italiana mediatori agenti d’affari), perché il rischio, a suo avviso, è solo quello «di aumentare le imposte, mettendo così nuovamente in difficoltà il settore dell’immobiliare. Ogni riforma, se ben fatta, può avere dei risultati positivi. E quello del catasto è un tema vecchio e noto, ma, come già detto da altri miei colleghi, non è compatibile con una riforma fiscale come quella che si sta affrontando».

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