Imposte non pagate a Rimini: hotel, bagni e negozi, chi evade chiude

RIMINI. Chi non è in regola con le imposte comunali non andrà avanti con le attività. La questione è semplice ed è destinata a creare un terremoto non da poco a Rimini, quando diventerà concreta già da dopo l’estate, con il nuovo regolamento che «vogliamo portare in Consiglio comunale a settembre». L’assessore al Bilancio, Gianluca Brasini, non nasconde la soddisfazione davanti a questo nuovo provvedimento, che «abbiamo chiesto con insistenza a Roma, tramite l’Anci, perché avesse una “copertura” legislativa». E nel giugno scorso, nel decreto Crescita, è stato messo nero su bianco: o si pagano i tributi, oppure si chiude. Si parla di alberghi, aziende, negozi, stabilimenti balneari, pubblici esercizi: tutte le attività che nel giro di 30 giorni non verseranno quanto devono sui rifiuti della Tari, ma anche sull’Imu, o l’imposta comunale sulla pubblicità o quella di soggiorno, riceveranno una sospensione di 90 giorni, che però potrà essere interrotta in caso di saldo e “accordo” di pagamento dilazionato. Se però si sforassero questi tre mesi, allora la situazione diventerebbe più complicata: divieto di prosecuzione dell’attività e revoca per quelle soggette ad autorizzazioni, concessioni, licenze.

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