T ra pochi giorni è Natale e anche quest’anno, nonostante un virus inopportuno abbia sconvolto il mondo, la forza della tradizione e dei riti restano inossidabili. Quando si pensa al Natale, viene subito in mente lo scambio dei regali: se per qualcuno è diventato un rito formale, sinonimo di obbligo, tuttavia il donare resta un atto simbolico del riconoscimento del valore e dell’ importanza dell’altro. Nonostante, in alcuni dizionari il dono sia definito come ciò che si dà o si riceve senza nulla in cambio, spesso così non è, e il regalo viene fatto per convenienza o per ottenere altri favori. Per questa ragione alcune persone, quando ricevono un regalo, pensano subito a come contraccambiare, perché non tollerano di poter avere un debito. Se questo può essere normale all’interno di rapporti formali, quando accade a persone tra le quali intercorrono rapporti affettivi, può essere un segnale della difficoltà a ricevere. Chi ha difficoltà a ricevere, spesso ha una percezione di sé come di persona che non merita gioia e piacere e che non crede che un altro possa davvero volere il suo bene senza chiedergli qualcosa in cambio. Perciò godersi un dono è rischioso, perché evoca la paura di aspettative nei propri confronti che potrebbero condizionare e privare della libertà, quindi, anziché sul piacere del ricevere, ci si focalizza immediatamente sul bisogno di sdebitarsi. Persino a livello affettivo e sessuale può accadere la stessa cosa: chi non riesce a lasciarsi andare, a ricevere carezze e piacere, e pensa subito di dover ricambiare la ‘cortesia’ è soggetto allo stesso meccanismo. Non dico che nell’amore e nella sessualità non debba esserci reciprocità, perché altrimenti il rapporto sarebbe sbilanciato, ma si dovrebbe essere in grado di godere della generosità che l’altro ci dona, assaporandone in pieno il piacere. Se lo interrompiamo, lo inibiamo, lo neghiamo per sdebitarci subito, equivale a rifiutare il regalo che l’altro ci sta facendo. Dopotutto il piacere che proviamo e mostriamo nel ricevere un regalo, una carezza, un abbraccio, un gesto erotico non è già di per sé un dono di ritorno che facciamo all’altro? Se la vera felicità del dono sta quindi nell’immaginare la sorpresa e la felicità del destinatario, dobbiamo imparare a ricevere i doni con gioia, curiosità e gratitudine senza sentirci in dovere di sdebitarci a tutti costi. Usciamo dalla logica del baratto e impariamo a goderci il dono e a ringraziare.

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