Sabotaggio con pietre sui binari a Castel San Pietro, 19enne imolese ai domiciliari

Imola
  • 20 febbraio 2026

Arresto convalidato e domiciliari, al termine dell’udienza davanti al Gip di Bologna, Andrea Romito, per il 19enne imolese che, martedì pomeriggio, aveva messo per due volte delle pietre sui binari della ferrovia a Castel San Pietro Terme.

Il giovane, un magazziniere incensurato, era stato fermato dai carabinieri mentre si stava allontanando in bicicletta e portato in carcere: è accusato di attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio.

La Procura (pm Francesca Rago) aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.

“Ha risposto a tutte le domande e confessato ampiamente tutti i fatti che gli sono stati contestati - ha spiegato il legale che lo assiste, avvocato Lorenzo Bergami - dietro al suo gesto non ci sono motivazioni politiche. Il ragazzo ha spiegato al giudice che sta vivendo un momento di crisi, di difficoltà e ha fatto questa grossa sciocchezza per una ragione personale. Forse voleva attirare l’attenzione”.

Il 19enne ha detto di non far parte di movimenti, collettivi o centri sociali e di non aver mai nemmeno partecipato a manifestazioni politiche, se non il 25 aprile. “Il mio assistito ha anche escluso gesti emulativi dei sabotaggi andati in scena il 7 febbraio - ha aggiunto il legale - la politica non c’entra, è chiaro poi che il giudice ha stabilito i domiciliari perché la Procura deve verificare le sue dichiarazioni. Sono stati sequestrati tutti i suoi device, che saranno analizzati, per capire comunque se ci sono collegamenti con altri soggetti, ma è una ipotesi da escludere”.

Legami con l’area anarchica

Secondo gli investigatori, dai primi accertamenti, sono emersi elementi che collocano il 19enne nell’area anarchica e a casa sua sarebbero stati trovati giornali e riviste riferibili all’antagonismo. “Si tratta di giornaletti e piccole riviste risalenti al 2024, che venivano distribuite a scuola quando lui faceva il liceo”.

Il giovane ha spiegato di aver messo prima un solo sasso, spaccato in due da un treno, e di aver poi posizionato alcuni sassi più piccoli, 30 in tutto, sui due binari della ferrovia. La Procura cercherà di capire anche l’effettiva pericolosità del gesto e la gravità delle conseguenze che avrebbe potuto provocare. “Ha capito di aver fatto un grosso sbaglio - ha concluso Bergami - ed è pentito”.

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