Positivo alla tubercolosi dopo la visita medica, a Imola scatta il tracciamento per 60 persone che erano in ospedale

Imola
  • 21 marzo 2026

L’Ausl di Imola sta rintracciando le circa 60 persone che, loro malgrado, sono transitate dal Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Scaletta in concomitanza con la presenza di una persona successivamente risultata ammalata di tubercolosi. Il giorno in questione è il 23 gennaio scorso, data in cui si è verificato il passaggio del paziente all’interno della struttura sanitaria.

Il riscontro

«In quell’occasione - spiegano dall’Ausl di Imola - il paziente non era risultato affetto da tubercolosi. La diagnosi è stata formulata soltanto in un secondo momento e ci è stata comunicata da Ravenna, dove ha sede il reparto di Malattie infettive, il 17 febbraio scorso. Da quel momento sono immediatamente scattate tutte le verifiche del caso, che hanno interessato inizialmente i contatti più stretti del paziente e, in una fase successiva, si sono estese anche ai contatti regolari. In entrambi i livelli di indagine sono emerse alcune positività, ma in tutti i casi si è trattato esclusivamente della forma latente della malattia. Attualmente queste persone sono sottoposte alla profilassi prevista per situazioni di questo tipo».

La patologia

La tubercolosi è una malattia infettiva e contagiosa causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, noto anche come bacillo di Koch. Colpisce prevalentemente i polmoni, ma può interessare anche altri organi e apparati dell’organismo. La trasmissione avviene per via aerea, attraverso minuscole goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando, da parte di persone infette.

Il protocollo

Le positività riscontrate nei primi due livelli di controllo hanno comunque indotto l’Ausl di Imola ad adottare il principio della massima precauzione. Per questo motivo, il Servizio di Igiene Pubblica ha deciso di ampliare ulteriormente il tracciamento, includendo tutte le persone che si trovavano al Pronto soccorso nelle stesse ore. «Le probabilità di aver contratto l’infezione sono molto basse - fanno sapere dall’azienda sanitaria imolese - perché, nella maggior parte dei casi, la trasmissione avviene a seguito di contatti stretti e prolungati nel tempo. È quindi altamente improbabile che la semplice presenza all’interno di uno stesso ambiente sia sufficiente a determinare il contagio. In ogni caso, sono attualmente in corso tutti gli accertamenti e i test necessari per escludere con certezza eventuali trasmissioni».

Quando l’infezione si presenta in forma latente, il batterio è presente nell’organismo ma la persona non manifesta sintomi e, soprattutto, non è contagiosa. Diverso è il caso della malattia attiva, in cui il batterio si moltiplica, provocando sintomi evidenti e rendendo possibile la trasmissione ad altri soggetti. In entrambe le situazioni, tuttavia, la tubercolosi è oggi curabile grazie a specifiche terapie basate su una combinazione di antibiotici, da assumere per un periodo di tempo prolungato e sotto stretto controllo medico.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui