Medicina, tentato omicidio a colpi di machete: l’aggressore resta in carcere, ha quasi amputato il braccio del figlio della donna di cui si era invaghito

Imola
  • 03 settembre 2026

Il gip di Bologna Maria Cristina Sarli ha convalidato il fermo dell’operaio 57enne tunisino accusato del tentato omicidio di un 28enne a colpi di machete avvenuto domenica pomeriggio a Medicina. Sarli ha inoltre disposto la misura cautelare della custodia in carcere per l’indagato, come richiesto dalla Procura. Stando a quanto ricostruito dai Carabinieri, che indagano sulla vicenda, da qualche tempo il 57enne insisteva per avviare una relazione con la madre della vittima, con molestie anche telefoniche. Quest’ultima non aveva detto nulla al figlio, che quindi non conosceva l’uomo e non poteva sapere chi fosse quando, domenica pomeriggio, se lo è trovato davanti quando l’indagato ha bussato alla porta dell’abitazione in cui il ragazzo convive con la madre. L’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe chiesto della madre, riuscendo ad entrare con una scusa, per poi aggredire il giovane con un machete lungo complessivamente quasi 50 centimetri, colpendo il ragazzo in più punti del corpo e sferrando un fendente che ha quasi amputato un braccio del 28enne. Nel corso dell’udienza odierna, spiega l’avvocato Paolo Littera, legale dell’indagato, il 57enne ha risposto alle domande che gli sono state rivolte, affermando di avere un vuoto di memoria e di non ricordare assolutamente cosa abbia fatto domenica pomeriggio nel lasso di tempo in cui si è consumata l’aggressione al 28enne. Ora il legale, che aveva chiesto per il suo assistito gli arresti domiciliari, valuterà se fare ricorso al Riesame contro la decisione presa oggi dal gip.

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