Zena Parrucchieri festeggia i 60 anni di vita. Per l’occasione una delegazione di Confartigianato Bologna Metropolitana, composta dal vice segretario Alessandro Ginnasi e dalla responsabile relazioni istituzionali Giorgia Golfari, ha fatto visita allo storico salone di viale Guerrazzi 11 a Imola, donando alla fondatrice il tradizionale mazzo di fiori.
Oggi arrivando su via Guerrazzi non si può non notare la bella struttura del PalaZena, una palazzina ristrutturata su più piani dove trovano spazio il salone, una palestra e un centro estetico. “Quando lo guardo torno indietro. Mi rivedo in quella bottega in via Bordella... avevo diciannove anni - racconta Zena -. Poi, quando la titolare ha smesso, mi sono trovata da sola. E lì o molli o vai avanti. Io mi sono rimboccata le maniche. Da lì è iniziato tutto: Bologna, Roma, i viaggi. Ho capito subito che dovevo crescere. Non bastava lavorare, bisognava imparare. Ho iniziato a frequentare l’accademia a Bologna poi sono andata a Roma a prendere l’abilitazione perché non ero ancora maggiorenne. Nel frattempo con un gruppo di colleghe giravamo l’Europa, tra Londra e Parigi, per conoscere le tendenze del momento, volevamo vedere, capire, portare a casa qualcosa di nuovo e conoscere le tendenze del momento”.
Dopo i primi passi in via Bordella, il trasferimento in viale Guerrazzi grazie all’acquisizione degli spazi che furono della Casa del freno. Oggi il salone si presenta come una struttura moderna, confortevole e funzionale, con a destra l’area uomini e a sinistra quella per le donne. “Non è stato facile, mai. Però se hai passione non ti pesa. Anzi, ti viene naturale dare tutto. Io ho sempre cercato di arrivare un attimo prima degli altri. Ricordo le prime piastre: fuori c’era la fila per farsi stirare i capelli, perché nessuno le aveva... quelle cose lì non le dimentichi.”
A raccoglierne l’eredità è la figlia Michela Foschi, che racconta: “Mamma resta un pilastro del salone, una vera artista del taglio che le clienti continuano a cercare. La sua dote rara è stata capire in anticipo dove andasse il mondo. Pensate che la prima volta che mi portò a Parigi per aggiornamento facevo ancora le elementari!”
Aggiunge Zena: “La mia fortuna è stata quando mia figlia Michela mi disse: ‘Ho deciso, vengo a lavorare con te’. Io non sarei più in grado di affrontare una situazione che è talmente cambiata e che è difficile da leggere”.
“Mentre andavo a scuola pensavo a cosa sarebbe successo al salone una volta che mamma sarebbe andata in pensione, poi sinceramente fare la ragioniera non era proprio il mio lavoro. Allora mi sono detta provo, inizialmente più di cuore che di passione, anche perchè pensavo che a un certo punto andasse realmente in pensione, però poi è rimasta e siamo ancora qua assieme”, sorride Michela.
“Attualmente siamo in 16 professionisti che hanno imparato a stare insieme pur nelle difficoltà di ogni convivenza - continua Michela -. Ognuno ha il suo carattere ma l’obiettivo comune è la voglia di far star bene le persone, mettere le clienti al centro. Quando qualcuno entra nel salone deve sentirsi accolto, coccolato e deve uscire con un capello che la rappresenti. L’importante non è tanto quello che va di moda, piuttosto ciò che ti fa stare bene con te stessa e tra gli altri. Mia mamma si è costruita da sola stata costretta a contare solo su se stessa, ma gestire un gruppo oggi richiede una sensibilità diversa; i ragazzi percepiscono ogni tensione. La nostra differenza sta proprio in questa sensibilità, ma l’affetto che ci lega resta immenso”.
Oggi Zena “è una signora con tanta esperienza e con ancora tanta voglia di fare e il PalaZena è una struttura per avere vicini mia figlia e i miei nipoti. Non ho mai lavorato per ammucchiare soldi, quello che ho guadagnato l’ho sempre investito, i soldi sono un mezzo, non il fine. Quello che conta è fare quello che ti piace, e farlo bene. Ai giovani consiglio di seguire la loro strada, di fare le cose che desiderano con passione, determinazione e soprattutto con tanta umiltà”.