Imola verso le elezioni, Vacchi di Fratelli d’Italia risponde al sindaco Panieri: «Non decide lui il candidato del centrodestra»

Imola

Il sindaco di Imola Marco Panieri, già da tempo ricandidatosi per un secondo mandato, lo chiama in causa dicendo che si aspetta possa essere lui il suo sfidante alle elezioni comunali della prossima primavera. Nicolas Vacchi, giovane avvocato di professione, coordinatore di Fratelli d’Italia sul territorio, in questa consigliatura ha ricoperto il ruolo di capogruppo per un certo periodo e fin dall’inizio quello di vicepresidente del Consiglio stesso, ed è stato spesso protagonista di accesi scontri con il sindaco stesso e la maggioranza in generale.

Panieri si aspetta di avere lei come sfidante del centrodestra, che ne pensa?

«Il sindaco Panieri è in un tale delirio di onnipotenza che pensa di poter decidere anche il candidato del centrodestra. Sappia Panieri che il candidato del centrodestra verrà scelto da chi non si riconosce in questa amministrazione che non ha di certo migliorato la nostra amata città, e vuole optare per una scelta unita nell’alternativa».

Per il momento il centrodestra effettivamente non ha ancora fatto nomi, a che punto è ?

«Il centrodestra sta lavorando per individuare la persona più competente, nell’ottica di una proposta alternativa e contendibile a chi governa. Il dialogo continua all’interno del partito e con alcuni interlocutori ed alleati. Tuttavia, mi si consenta di dire che questo atteggiamento del primo cittadino è grottesco e rasenta il ridicolo, Panieri sembra voler scegliere il candidato di centrodestra e non lo accettiamo. Ha fatto così anche in questi cinque anni, durante i quali si arrogava il diritto di insegnare all’opposizione a fare il proprio ruolo, quando invece si sarebbe dovuto preoccupare del suo ruolo di sindaco, visto che la città non cresceva.

Lei esclude di potersi candidare a sindaco?

«Personalmente, come coordinatore di Fratelli d’Italia, sono a disposizione e penso di aver dimostrato in questi anni, insieme ai miei colleghi di partito, a tutto il centrodestra e alle minoranze tutte alternative al Pd, di aver combattuto la buona battaglia e di non dover dimostrare nulla a nessuno. Non esiste che Panieri nel suo delirio di onnipotenza e tracotanza si arroghi il privilegio di scegliere i candidati avversari».

Il programma di Panieri pare in buona parte fatto, poiché lui stesso ha detto di aver organizzato il lavoro con una prospettiva di dieci anni. Il programma del centrodestra in che cosa si discosterà totalmente?

«La favoletta di Panieri secondo cui avrebbe organizzato il lavoro su dieci anni fa morire dal ridere. Ed è solo nella sua testa. Si tratta di una risibile giustificazione ai ritardi e alle incompiute di un mandato tutto “selfie, nastri e sulla carta”. Del suo programma elettorale con cui si è presentato nel 2020, dopo cinque anni, è stato realizzato in concreto, meno della metà. Mentre più del doppio sono le foto che pubblica senza fare niente: non è un caso che nell’opuscolo di fine mandato, su circa 140 pagine, ci sono una settantina di foto del sindaco. A questo punto, ci aspettavamo che nella proiezione natalizia contro le mura del Comune, invece che Babbo Natale, la Befana ci fosse Panieri stesso. Il programma che stiamo già stilando sarà un programma rivolto alle vere esigenze dei cittadini, supporto alle famiglie, al lavoro, alle attività commerciali specie in centro storico, occhio di riguardo a minori, disabili, e anziani, più sicurezza e decoro, attenzione alle imprese, riqualificazione e manutenzione delle strade che fanno pietà e misericordia, riqualificazione degli impianti sportivi e delle piscine, accelerazione delle opere pubbliche che oggi sono al palo e collaudi, implementare i servizi senza andare in tasca alle famiglie. Attenzione all’ambiente, gestione dei rifiuti da rivedere in modo integrale, condurre verso e oltre il post mortem la discarica. Infine eventi, valorizzazione della cultura e della tradizione locale. Noi non vogliamo il paese dei balocchi di Panieri, ma una città realmente funzionale ai bisogni e alle esigenze degli imolesi».

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