Sei temi riguardanti la vita recente e il futuro della città. Due minuti a testa per rispondere a turno. L’ultimo faccia a faccia prima del voto, al quale manca una settimana esatta da oggi, lo ha organizzato ieri sera il quotidiano Il Resto del Carlino, a “dirigere il traffico” brillantemente il vicedirettore imolese Valerio Baroncini insieme al capocronaca Andrea Zanchi.
Imola verso il voto, l’ultimo confronto pubblico dei cinque candidati su centro storico, autodromo, sanità, urbanistica e infrastrutture, velox GALLERY FOTO MMPH
I temi
Si parte da centro storico, sempre più serrande chiuse e piano sosta, si passa necessariamente per l’autodromo, grande attrattore mediatico ma anche fulcro di tanti investimenti, forse troppi in assenza di Formula 1? Si approda alla sanità, fra autonomia e liste di attesa sempre troppo lunghe, si transita dall’urbanistica e infrastrutture, fra poli logistici che prenderanno spazio sulla Selice e viadotti ferroviari su cui si discute ancora, fino al caso degli autovelox al Piratello portati al centro della campagna elettorale dal centrodestra.
Il ricandidato sindaco del centrosinistra Marco Panieri sfodera un repertorio che si potrebbe definire di “cover” tratte dagli ultimi cinque anni di amministrazione: dalla rigenerazione e decoro per il cuore della città e l’Osservanza, all’autonomia dell’Ausl, al «saldo zero per il consumo di suolo che è diverso dal consumo zero di suolo», fino alla polifunzionalità e destagionalizzazione del circuito per il quale, specifica, «gli investimenti sono di 10 milioni di euro su 250 totali, quindi è chiara la proporzione e non si tratta in generale di risorse comunali ma di Stato, Con.Ami, Regione e altri enti». Risponde veloce e risparmia manciate di secondi sul tempo concesso, “di corsa” come il nome della sua lista personale vuole, schivando però più possibile il tema del quadruplicamento della ferrovia. Ma nonostante il sorriso, e gli applausi che strappa, appare un po’ stanco, certamente provato da settimane intensissime di campagna elettorale. e nel confronto elettorale è chiaro che è lui l’uno contro il quale remano tutti.
Nicolas Vacchi del centrodestra, da buon secchione, sui temi è preparato e da avvocato è all’erta pronto ad appigliarsi a ogni possibile inciampo di quello che vede come suo unico rivale, Panieri. Lo fa sull’autodromo: «non saranno soldi del comune, ma anche i soldi dello Stato, della Regione e di altri enti sono dei cittadini. L’autodromo deve essere il volano dell’economia cittadina ma con capitali privati, che noi inseriremo». Sul tema concorda nella sostanza Ezio Roi della lista Noi per Imola, che per la verve a tratti surclassa anche candidati più giovani e accalappia applausi : «Un Comune non può gestire competizioni di sport professionistico, la legge non lo prevede e quello dell’autodromo non è un servizio pubblico, sia una società privata ad occuparsi della gestione». Paola Lanzon di Imola in Comune, civica sostenuta dalla Lega, dice che da sindaca non andrebbe a trattare sui tavoli della Formula 1 e sottolinea che «metà città ama l’autodromo e l’altra metà lo odia, la prima cosa da fare sarebbe quindi farlo tornare in pace con la città». Fantasioso il candidato della lista di Rifondazione comunista Imola in transizione Michele Ferrari: «Se non abbiamo la Formula 1 oggi che il capo è imolese, abbiamo poche speranze... facciamoci altro: corse delle auto più silenziose del pianeta, un gran premio al femminile, un festival della follia fra sport estremi e musica, un triathlon che dalla riviera approda in pista».
Sui velox del Piratello strappa l’applauso solo chi promette di toglierli, o meglio di rialzare il limite a 70 km/h, se diventa sindaco: Vacchi. Roi non disdegna i limiti di velocità ma avrebbe voluto che fossero segnalati meglio, Panieri riconferma che sono funzionali a una maggiore sicurezza, Ferrari non ritiene che siano argomento di campagna elettorale perché la regola si rispetta e non comprende chi si è fatto multare ripetutamente. Lanzon punta invece sul tema del quadruplicamento ferroviario, per il quale spende minuti extra: «Di questa faccenda la politica locale non se ne è voluta occupare e quello che i cittadini sanno è solo grazie ai comitati. Parliamo di 37 km di viadotto alto 18 metri da San Lazzaro a Solarolo. A questo ci sono alternative che possono evitare lo scempio, ma istituzioni regionali e locali seguono la linea del partito, uno solo. In cuore loro i sindaci sanno che è sbagliato farlo ma fanno fatica a opporsi. Io ho seguito il consiglio di Panieri di chiedere direttamente al ministro dei trasporti e ora posso dire che la prossima settimana verrò ricevuta da Salvini con i comitati dei cittadini». Panieri non resiste: «Io a Salvini ho chiesto un incontro per anni, non l’ho ancora avuto, forse perché la Lega sostiene la sua lista».
Sul personale
Fin qui tutto liscio. Alla domanda sui redditi personali e sulle future aliquote d’imposta comunali, qualcosa succede. Lanzon non ricorda il suo reddito, ma solo i 6600 circa di tasse pagate, ma preferisce di parlare ancora di ferrovia. Ferrari ammette di essere disoccupato e al momento casalingo a carico della moglie. L’ex magistrato in pensione Roi dichiara circa 90mila euro annui e ha fiducia negli imolesi e sul fatto che sarebbero disposti a pagare tasse anche più salate in cambio di trasparenza. Panieri ha il reddito di sindaco e dichiara «43mila euro con tassazione al 33 per cento più l’assicurazione non deducibile, che consiglio a tutti se faranno loro i sindaci». Per il futuro dice di preferire la lotta all’evasione all’aumento di tassazione «e infatti le aliquote non le abbiamo alzate». Vacchi, che da avvocato fattura circa 60mila euro l’anno, ci prova: «Sì che le avete aumentate, con Manca nel 2016/2017 portaste l’Irpef allo 0,6 e tu votasti a favore». Ma l’assist questa volta è per Panieri che ricorda come a portare l’aliquota allo 0,8 (dove è rimasta) fu la sindaca ex 5 Stelle e oggi candidata con Vacchi in Fratelli d’Italia Manuela Sangiorgi che tira per la giacchetta il vicedirettore e vorrebbe pure replicare, fuori tempo massimo.