Imola, truffa da 300mila euro fingendosi agenti del commissariato

Imola
  • 24 febbraio 2026

IMOLA. Una donna è stata truffata per 300mila euro da persone che si sono finte agenti del commissariato. E’ solo l’ultimo episodio di un elenco sempre più lungo (a Imola nei giorni scorsi persino ad opera di un 19enne). Nelle ultime due settimane la Polizia di Bologna “ha registrato un incremento di episodi di truffe ai danni dei cittadini, nella maggior parte casi persone anziane”. L’ultimo caso, segnala la Questura bolognese, risale a ieri, quando “ignoti truffatori si sono finti al telefono agenti del commissariato di Imola e sono riusciti a sottrarre ad una donna circa 300.000 euro, inducendola a consegnare somme di denaro per mezzo di bonifici bancari”. In questo momento sono in corso le indagini per risalire ai truffatori. In una nota, la Questura coglie l’occasione per riproporre i propri consigli per evitare di essere truffati. In primis, è necessario “fare attenzione al ricorrente utilizzo di un numero telefonico corrispondente alle Forze di Polizia”, con il truffatore che si spaccia per un appartenente alle Forze dell’ordine. Sul punto, la Questura fa sapere che proprio questa mattina sono giunte segnalazioni di truffatori che “utilizzano il numero che riconduce al commissariato Due Torri San Francesco”, spiegando che in questi casi “è opportuno chiudere la conversazione e contattare il numero unico di emergenza 112 per verificare la reale appartenenza dell’interlocutore” alle Forze di Polizia.

La Polizia suggerisce poi di “non aprire mai la porta di casa a sconosciuti, anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere tecnici di enti pubblici o incaricati dall’amministratore di condominio”, e di “accertarsi sempre della loro identità chiamando il 112”. Inoltre, prosegue la Questura, “nessun appartenente alle Forze dell’ordine è autorizzato a chiedere dove custodite i vostri beni o a richiedere denaro e bonifici: se lo fa, è sicuramente una truffa”, e di conseguenza “non bisogna mostrare a nessuno i luoghi in cui si conservano beni di valore, gioielli o contanti”. Un altro consiglio è quello di “verificare l’informazione provando a contattare il familiare stesso e chiamando il 112 se viene riferito che un parente ha avuto un incidente o si trova in ospedale”. Per quanto riguarda i tentativi di truffa messi in atto spacciandosi per una banca o per Poste italiane, la Questura segnala che “gli istituti bancari o postali non richiedono dati sensibili tramite chiamate o messaggi: in tali casi si deve contattate l’istituto per verificare la veridicità dell’operazione”. Infine, la Questura invita i familiari delle persone anziane a “sensibilizzate i loro cari su questo fenomeno, soprattutto se abitano soli o se siete assenti per un lungo periodo”.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui