A Imola Teatro dell’Osservanza gremito nella serata di mercoledì 11 marzo per l’incontro pubblico dedicato al tema della salute mentale e al ‘modello Imola’, che ha visto protagonista lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, tra le voci più autorevoli del panorama nazionale sui temi dell’educazione, della famiglia e del disagio contemporaneo, in dialogo con la giornalista e conduttrice Marianna Aprile. La serata, aperta dai saluti istituzionali del sindaco Marco Panieri, ha offerto ai 440 presenti un momento di riflessione sui cambiamenti culturali e sociali che riguardano la cura del disagio psichico e il ruolo della comunità.
“È un importante momento di condivisione con la nostra comunità, che ringrazio per essere qui. Questo percorso è il frutto di un lavoro lungo e l’obiettivo più grande era mettere a sistema questa grande area e portare avanti il testimone di quanto fatto negli anni – ha sottolineato il sindaco Marco Panieri -. Oltre 100mila metri quadrati con diversi padiglioni che abbiamo scelto di reinvestire e restituire alla città. Oggi immaginiamo l’Osservanza come uno spazio dove al centro c’è la persona, con la città delle competenze, nuovi uffici pubblici, spazi per startup e formazione giovanile”.
Prima della conversazione con Crepet, si è tenuto un panel di approfondimento dedicato proprio all’esperienza imolese e alla trasformazione dell’area dell’Osservanza. Sono intervenuti Fabio Bacchilega, presidente del Consorzio Con.Ami, che ha evidenziato la valenza strategica dell’intervento non solo per il Comune di Imola, ma per tutto il territorio, trasformando l’Osservanza in un polo di innovazione e cultura con valore pubblico e sociale; Alba Natali, direttrice della Uoc di Psichiatria Adulti dell’Ausl di Imola; e Raffaella Manaresi, architetto e progettista dei Padiglioni 10-12, che ha sottolineato come la riqualificazione non sia solo un intervento architettonico, ma un gesto di memoria e rinascita: padiglioni un tempo isolati diventano spazi aperti alla comunità, dove conservazione e trasformazione si intrecciano. Al termine dell’evento, davanti a una platea che ha partecipato con grande attenzione e coinvolgimento, è stata consegnata una targa di riconoscimento ad Alba Natali per i decenni di servizio svolti con dedizione nella cura delle persone, in un ambito delicato e fondamentale come la tutela della salute mentale; in una città segnata da una profonda storia nella cura delle fragilità, il suo impegno ha rappresentato per la comunità imolese un punto di riferimento di professionalità, sensibilità e dedizione.
“Siamo passati da un’epoca in cui la cura dei pazienti psichiatrici era prevalentemente ospedaliera a un modello soprattutto territoriale – ha commentato Natali -. L’obiettivo non è solo trattare le persone in ambulatorio, ma conoscere davvero il territorio e far sì che gli operatori ne facciano parte. Per me lavorare a Imola è stato fondamentale: non ho mai lasciato questo territorio, che mi ha fatto crescere e affermare sia umanamente sia professionalmente”.