Imola, “sulla Cims un silenzio assordante”: intanto i sindacati incontrano il cda

Imola
  • 05 giugno 2026

Fillea, Flai e Filcams Cgil Imola spiegano di aver saputo dai quotidiani locali (ne abbiamo scritto la scorsa settimana) della richiesta di applicazione delle misure protettive del patrimonio da parte della cooperativa Cims. L’incontro richiesto al nuovo presidente della cooperativa è stato fissato per la prossima settimana, a lui le sigle sindacali chiederanno di «conoscere le ragioni di questo provvedimento e le prospettive aziendali. In una situazione così delicata, riteniamo prioritario garantire la piena tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, la salvaguardia dell’occupazione, delle retribuzioni e dei diritti contrattuali - scrivono i sindacati -. Fillea, Flai e Filcams Cgil chiedono trasparenza e confronto costante sul futuro della cooperativa e dei suoi dipendenti».

Intanto, mentre le istituzioni attendono, la crisi riguarderebbe problemi di liquidità dovuti ai ritardi di alcuni finanziamenti pubblici e si sta cercando di comporre le trattative con i creditori, in Regione e a livello locale si moltiplicano le prese di posizione da parte di forze di minoranza.

Noi per Imola

L’ex candidato sindaco civico Ezio Roi commenta: «Di fronte a cantieri bloccati e incertezze finanziarie, il futuro della Cims appare oggi più che mai in bilico. La storica cooperativa, nata nel 1975 sulle ceneri di una precedente realtà di Sassoleone e con profonde radici a Borgo Tossignano, si trova al centro di una “tempesta perfetta” che mescola politica territoriale, gestione degli appalti e pesanti ombre speculative. Eppure, il silenzio della politica locale è assordante». L’apprensione, dice Roi, riguarda «318 dipendenti complessivi in forza all’azienda, 74 lavoratori impiegati direttamente nel bacino di Imola» e ricorda come «la vulnerabilità odierna affonda le sue radici nella profonda crisi del 2018. All’epoca, sotto le forti pressioni di Legacoop e del Comune di Imola, la Cims si fece carico di un’eredità aziendale gravosissima: l’assorbimento dei dipendenti della Cesi e l’acquisizione dei suoi magazzini e macchinari, rivelatisi ormai obsoleti», in sostanza: « la Cims si “sacrificò” per la tenuta sociale della città». Per questo, dice Roi: «La politica non può restare a guardare. Cosa stanno facendo il Comune di Imola e i comuni della Vallata? Legacoop e Iccrea garantiranno le linee di finanziamento necessarie o abbandoneranno la cooperativa al proprio destino?. Il nostro è un appello severo contro l’immobilismo delle istituzioni, che non può più essere tollerato». Il timore di “Noi per Imola” è che «si stia orchestrando un “Cesi-bis”. La strategia sospettata è spietata: si teme che le parti “deboli” e indebitate della Cims vengano isolate e destinate al fallimento, mentre i rami sani e profittevoli verrebbero assorbiti da altre cooperative. Un’operazione che rischierebbe di favorire unicamente speculazioni immobiliari a vantaggio di figure di spicco , parcheggiando nel frattempo centinaia di dipendenti nel drammatico limbo della cassa integrazione o della mobilità».

Fratelli d’Italia

«La richiesta di misure protettive del patrimonio presentata al Tribunale di Bologna da parte della cooperativa Cims scrl è un campanello d’allarme drammatico che le istituzioni non possono e non devono ignorare - incalza anche la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti -. La priorità assoluta deve essere la tutela della totalità dei dipendenti e la salvaguardia dell’immenso indotto locale, composto da decine di aziende fornitrici e subappaltatrici che rischiano il tracollo». La consigiera ha annunciato il deposito di una articolata e approfondita interrogazione alla Giunta regionale per chiedere un intervento ispettivo urgente. La capogruppo regionale di Fratelli d’Italia ha focalizzato l’attenzione sulle «pesantissime e immediate ripercussioni che lo stato di insolvenza di Cims, socia di maggioranza del partner privato (Spv) che detiene il 49% di Bologna servizi cimiteriali, rischia di produrre sui servizi essenziali del capoluogo».

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