Nel 2025, sono stati 350 i residenti a Imola di origine straniera che hanno ottenuto la cittadinanza italiana: il 56% sono femmine e il 44% maschi. I minorenni sono 69 (quindi il 19,7% del totale).
A loro è stata dedicata questa mattina una cerimonia in Comune, con l’attività di accoglienza a cura dell’Associazione Intercultura Odv e l’intrattenimento musicale del Coro dell’associazione CantiAmo Aps. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Marco Panieri, l’assessora al Welfare e Immigrazione Daniela Spadoni, l’assessora per i Servizi al cittadino Elena Penazzi, l’assessora alla Scuola Gianna Gambetti e il presidente del consiglio comunale Roberto Visani. Ai presenti sono stati consegnati gli attestati di cittadinanza e una copia della Costituzione italiana edita dal Senato della Repubblica, resa disponibile dal senatore Daniele Manca.
«Oggi vi consegniamo una copia della Costituzione, della quale vorrei riprendere in particolare l’articolo 3: ‘Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e hanno pari dignità sociale. Il divieto di discriminazione si estende a sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali’. In questo articolo c’è una parola che oggi ci suona strana, ‘razza’, perché non si usa più. Tuttavia i nostri Padri Costituenti decisero di inserirla nella Costituzione perché l’Italia aveva conosciuto le leggi razziali. L’articolo 3 sancisce l’uguaglianza, la cittadinanza e la libertà. Per questo vi invito a srotolare la bandiera del Comune di Imola, che nel suo stemma porta proprio questa parola: ‘libertas’, per la quale gli imolesi hanno combattuto. Un invito, dunque, alla libertà», ha detto Roberto Visani, presidente del consiglio comunale, nell’accogliere i nuovi imolesi.