Prima gli attacchi politici e le richieste di dimissioni, a Bologna Fratelli d’Italia, con il parlamentare Galeazzo Bignami in testa, sta raccogliendo le firme affinché il sindaco Matteo Lepore. Nel frattempo da più parti, social e non solo, in un clima sempre più teso sono arrivate per lui anche le minacce di morte, motivo per cui gli è stata assegnata la scorta.
Di quanto accaduto a Bologna domenica scorsa, con la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia al quartiere Pilastro, poi della manifestazione di piazza del giorno dopo che si è sdoppiata da un lato fra la solidarietà e la richiesta di far luce sull’accaduto, come richiesto dallo stesso Lepore, e dall’altro con gli scontri di guerriglia successivi, si era parlato anche in consiglio comunale a Imola giovedì. Fratelli d’Italia, per bocca di Nicolas Vacchi, aveva chiesto le dimissioni del sindaco addossandogli tutta la responsabilità dei disordini. Ferma la risposta in aula della capogruppo del Pd Anna De Veredicis che aveva risposto: «Noi non ci permettiamo di emettere sentenze prima della magistratura a differenza di altri. Il caso impone di riflettere sulle modalità di contenimento, sulla formazione degli operatori e sul controllo che le istituzioni sono chiamate a esercitare. Chiamare la città a raccogliersi è stato un atto di umanità, se invece qualcuno crede che l’indifferenza sarebbe stato un segnale migliore, la distanza fra noi e loro è evidente». Ieri, al sindaco di Bologna e metropolitano Matteo Lepore, è andata la solidarietà del Pd e del sindaco di Imola. Per prima la Federazione imolese del Pd si è espressa attraverso il senatore Daniele Manca e il consigliere regionale Fabrizio Castellari: «Non possiamo restare indifferenti davanti a un’ondata d’odio che colpisce chi, ogni giorno, lavora per la propria comunità. Il popolo democratico condanna con fermezza ogni forma di violenza e intimidazione, e continua a credere, oggi più che mai, nei valori che da sempre guidano il Pd e la città di Bologna: rispetto, dialogo democratico, giustizia». «È una situazione inaccettabile che non può lasciarci indifferenti - ha detto per parte sua Marco Panieri - . Come sindaco e come presidente di Anci Emilia-Romagna, desidero esprimere a Matteo la mia più totale e sentita solidarietà anche a nome di tutti i sindaci e gli amministratori del nostro territorio. Quando l’intimidazione e l’odio tentano di sostituirsi al civile confronto democratico, ad essere colpita non è solo la singola persona, ma l’intera rete delle nostre istituzioni e la qualità della nostra democrazia. Chi amministra le nostre città è ogni giorno in prima linea: le naturali differenze di idee e le legittime critiche non devono mai trasformarsi in violenza, minacce o in un clima d’odio che avvelena il dibattito pubblico. A Matteo, alla sua famiglia e a tutta la comunità bolognese va il nostro abbraccio più forte. I sindaci e gli amministratori dell’Emilia-Romagna sono uniti al suo fianco e non si faranno mai intimidire». Solidarietà è stata espressa anche dalla sindaca di Castel San Pietro Francesca Marchetti.