Imola, si è insediato il nuovo consiglio comunale tanti giovani e qualche ritorno GALLERY FOTO MMPH

Imola

Come da copione istituzionale ma con una buona dose di emozione, anche per chi è alla sua seconda o plurima volta. Il suo primo mandato da sindaco Marco Panieri lo ottenne in pieno Covid e certo non erano concesse allora cerimonie. Ieri invece l’aula consigliare si è riempita anche di molti cittadini che hanno voluto onorare il rito dell’insediamento del nuovo consiglio comunale e della giunta Panieri bis. Gli schieramenti e i nomi che sederanno sugli scranni dell’«aula più importante della città» come l’ha definita il sindaco stesso sono noti da giorni ormai, ieri sono stati eletti anche il presidente del consiglio comunale, Roberto Visani, e il vice Simone Carapia che ha sostituito nel ruolo Nicolas Vacchi il quale a questo giro detterà la linea politica da capogruppo dell’unica compagine di opposizione presente, quella di Fratelli d’Italia.

Un solo gruppo di opposizione

Proprio Vacchi è stato il primo a intervenire rivolgendosi al sindaco e delineando quella che sarà la linea della minoranza di fronte a una maggioranza con numeri mai visti prima. «Sentiamo sulle nostre spalle l’immensa responsabilità di garantire l’equilibrio democratico fuori e dentro questo consiglio come unico baluardo di opposizione. Spesso tendiamo a considerare la democrazia come un meccanismo semplice, quasi aritmetico: si vota, si contano i seggi, e chi ha più numeri governa. Certamente, il principio di maggioranza è il motore della decisione politica. Senza di esso, saremmo paralizzati. Tuttavia, la democrazia non deve ridursi alla pura autocrazia dei numeri. Al contrario, la vera libertà sta tutta nell’unico principio che consiste nel sistema complesso di pesi e contrappesi, dove il valore della maggioranza si misura non da quanto spazio occupa, ma da quanto spazio sa garantire a chi non la pensa allo stesso modo». Un Vacchi misurato che ha concluso garantendo un’opposizione intransigente: «Con una maggioranza così ampia si corre un rischio sottile: l’illusione dell’autosufficienza, col rischio che si traduca in un mancato ascolto. Combatteremo a testa alta la buona battaglia della trasparenza, del merito e del buon governo, cercando di fare nostri i ruoli di garanzia e controllo. Se il sindaco ci tende la mano volendo condividere politiche e proposte ne prendo atto, ma sia chiaro che se cerca solo una condivisione di facciata ha sbagliato indirizzo».

Maggioranza e responsabilità

Anna De Veredicis è la nuova capogruppo dei 13 consiglieri di maggioranza del Pd, come Antonio Ussia lo è della lista Imola Corre che, come ha sottolineato, «ha triplicato i consenti e i consiglieri», fra i banchi dei quali siedono i volti più giovani e sorridenti della giornata. «In questa aula lavoreremo per mantenere il confronto su piano serio, rispettoso e determinato. Questo è il luogo del dibattito e non della polemica fine a se stessa - ha detto De Veredicis -. Cercheremo di costruire percorsi solidi e sostenibili nel tempo e non di dare soluzioni semplici a questioni complesse». Fra le priorità cita sanità pubblica «come pilastro equità», sociale, istruzione , citando l’ «antifascismo come valore imprescindibile».

A presiedere l’assemblea sarà ancora una volta Roberto Visani (che ha ottenuto anche un voto dalla minoranza) che nel suo saluto ricorda la figura di Giacomo Matteotti (il palazzo comunale è sulla piazza a lui dedicata), «il cui martirio ci invita ancora ad avere cura della democrazia», cita il discorso di insediamento del sindaco di Firenze e giurista Giorgio La Pira che nel luglio del 1951 rivolgendosi alla sua giunta definiva gli amministratori «appartenenti a tutta la comunità» e impegnati in uno « sforzo a favore di tutti». Conclude con le parole del presidente Sergio Mattarella di fiducia nei confronti delle giovani generazioni. Il vice di Visani sarà Simone Carapia (votato dalla sola minoranza) che invita a ridare peso alla partecipazione dei cittadini: «il pilastro che deve sorreggere tutto il lavoro di una amministrazione è la partecipazione dei cittadini, il voto non è l’unico momento di partecipazione possibile, una città è forte se i cittadini sono coinvolti e non si limitano a delegare qualcuno ogni cinque anni. Riattiviamo consulte, quartieri, per parlare prima che le decisioni vengano prese e non solo a cose fatte» . Il sindaco Panieri emozionato ha ribadito l’impegno a «lavorare per il passaggio di testimone, per me questo sarà l’ultimo mandato per legge. Lavorerò per contribuire a crescere anche i futuri amministratori».

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