Sono oltre 470 le richieste raccolto dall’Ufficio scuole per il progetto “La scuola che riparte”. Si sono concluse le iscrizioni, per il progetto sperimentale del Nuovo Circondario Imolese che recepisce le direttive della Regione e dopo l’ampia adesione registrata, parte l’istruttoria delle domande con le verifiche tecniche delle domande pervenute, finalizzate ad accertarne l’ammissibilità secondo i criteri previsti dall’avviso pubblico.
Le conferme di ammissione saranno comunicate alle famiglie entro il 30 luglio con una comunicazione sull’esito dell’istruttoria e la conferma dell’ammissione al progetto, così da consentire una puntuale organizzazione delle attività che prenderanno il via nelle settimane precedenti l’apertura dell’anno scolastico.
L’iniziativa promossa dalla Regione Emilia-Romagna e attuata su indicazioni dei Comuni dal Nuovo Circondario Imolese per offrire alle famiglie un’opportunità educativa e di conciliazione nelle due settimane che precedono l’avvio dell’anno scolastico ha registrato 476 domande di iscrizione da parte delle famiglie dei sei Istituti Comprensivi selezionati per la sperimentazione.
Le richieste sono così suddivise: per l’Istituto comprensivo Borgo Tossignano 25 , Istituto comprensivo Medicina 87, Istituto comprensivo Imola 147 , Istituto comprensivo Imola 4 139, Istituto comprensivo Imola 5 87 , Istituto comprensivo Imola 7 91 .
«Il dato conferma il significativo interesse delle famiglie verso un progetto che nasce con l’obiettivo di sostenere la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, offrendo al tempo stesso ai bambini occasioni di socializzazione e attività educative di qualità prima dell’inizio delle lezioni» commenta l’Amministrazione. L’iniziativa è una sperimentazione finanziata dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito delle Atuss, con l’obiettivo di sviluppare nuovi servizi di supporto alle famiglie e valutarne l’efficacia in vista di possibili sviluppi futuri.
Secondo la sindaca delegata del Circondario Francesca Marchetti e l’assessora alla Scuola del Comune di Imola Chiara Sorbello: «Il numero delle domande ricevute rappresenta un risultato molto positivo e conferma come le famiglie sentano l’esigenza di servizi per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Essendo una sperimentazione, le risorse disponibili sono necessariamente limitate, ma questo primo riscontro ci incoraggia a proseguire nel confronto con la Regione per consolidare e, se possibile, ampliare in futuro un’iniziativa che risponde a un bisogno concreto del territorio».