Finora sono 874 le firme raccolte dai cittadini che si sono mobilitati on line con la campagna “Salviamo il Sellustra” a inizio agosto. L’allarme era scattato sui social qualche settimana fa quando alcuni cittadini, residenti nei territori di Dozza e Casalfiumanese lambiti dal corso d’acqua, avevano segnalato di aver ricevuto visita da persone che chiedevano il permesso di accedere alle loro proprietà per avviare da settembre un intervento di pulizia delle rive del torrente.
è emerso quindi che esiste un progetto di intervento di pulizia dell’alveo: la Regione avrebbe autorizzato a una azienda privata il taglio fino a un massimo del 70% della vegetazione sulle sponde del torrente. Il timore di una parte dei residenti, mentre in molti avrebbero già autorizzato gli incaricati a intervenire sulle aree di loro proprietà, è che essendo il legno tagliato destinato a diventare biomassa e a gestirlo sarà proprio l’azienda, difficilmente le piante verranno risparmiate.
Come riporta lo studio per il progetto esecutivo servito a ottenere il nulla osta, il tratto d’asta del torrente Sellustra interessato è lungo circa 10 chilometri e ricade nel territorio di Casalfiumanese, Dozza e Imola e ha inizio 220 m a monte del ponte di via Valsellustra n. 10-13 a Casalfiumanese, a monte, e termina al ponte della via Emilia, a Imola, a valle. La superficie d’intervento, su entrambe le sponde, è di 11,64 ettari su proprietà privata e 12,01 ettari su proprietà demaniale. La vegetazione che sarà oggetto dei tagli, per lo più pioppo nero, acacia, pioppo bianco, salici, roverella, olmo, ailanto, è classificata effettivamente come bosco anche per la vetustà di alcune di queste piante. Lo stesso studio spiega che si tratterà di «taglio selettivo intenso fino al 70% della biomassa. Il diradamento interesserà prioritariamente le specie alloctone (robinia e ailanto), le piante autoctone deperienti o in precarie condizioni di stabilità nonché i soggetti di maggiori dimensioni di pioppo nero, pioppo bianco e salice bianco. Dovranno comunque essere salvaguardati tutti i soggetti in buone condizioni conservative appartenenti a specie autoctone sporadiche, quali ad esempio roverella, olmo campestre e acero campestre. Le piante, dove possibile, dovranno essere rilasciate a gruppi di 10-20 individui». Tutto il legname tagliato è destinato alla produzione di biomassa per finalità energetiche. Si stima di ricavarne 40.808 quintali.
«La nostra comunità non è contraria al miglioramento delle infrastrutture o alla sicurezza idraulica, essenziali per prevenire inondazioni e proteggere i residenti - scrivono i promotori della petizione -. Tuttavia, crediamo fermamente che ci possano essere modi più sostenibili per raggiungere tale sicurezza senza sacrificare il nostro ambiente naturale. È possibile trovare un equilibrio tra la protezione della nostra gente e la conservazione della nostra ricca biodiversità. I dati dimostrano che le zone riparie, con la loro vegetazione densa, svolgono un ruolo cruciale nello stabilizzare il suolo, migliorare la qualità dell’acqua e fornire habitat vitali per molte specie. Chiediamo alle autorità competenti di rivedere il progetto proposto, valutando soluzioni alternative che possano garantire la sicurezza idraulica senza compromettere l’integrità ecologica della Sellustra. Proponiamo, ad esempio, l’uso di tecniche di ingegneria naturalistica che permettono di preservare la vegetazione riparia pur ampliando le potenzialità di gestione delle acque»
«Il Sellustra è un corridoio ecologico importante e chiediamo che non venga data carta bianca a una azienda sui tagli - spiega Massimo Neri impegnato nel gruppo Salviamo il Sellustra -. Chiediamo che venga sì ripulito, ma che venga fatto un lavoro sartoriale, aumentare la scabrezza degli argini rischia solo di velocizzare l’acqua che da montagna scende a valle, oltre a distruggere un patrimonio verde. Chiediamo inoltre che agli incontri che, speriamo, ci saranno, siano invitati anche i cittadini e gli esperti».
Contattati in merito, il sindaco di Dozza ha preferito non rispondere al Corriere Romagna, il Nuovo Circondario ha rimandato alla prossima settimana chiarimenti e dettagli.