Imola, risanamento Cims: i sindacati chiedono un tavolo di crisi

Imola
  • 22 settembre 2026

Si è svolto ieri mattina l’incontro tra i sindacati confederali e di categoria (edilizia, multiservizi, verde) e il responsabile della gestione delle risorse di Cims. Nello scorso luglio il tribunale di Bologna aveva dato il via libera al piano di risanamento della cooperativa, avviato a fine maggio con l’avvio della procedura per la composizione negoziata. Il giudice aveva concesso quattro mesi ma, lamentano le organizzazioni sindacali, il piano sarebbe ancora lontano.

«La mancata presentazione del Piano di ricomposizione delle crisi ci preoccupa fortemente per le ripercussioni sul territorio - affermano congiuntamente i segretari e i funzionari delle categorie interessate -. Sono infatti coinvolte 300 persone che vivono nel circondario e in Vallata, territorio già messo a dura prova da crisi aziendali ed eventi climatici. Ci è stato confermato che l’azienda farà richiesta per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Attendiamo l’incontro con il presidente di Cims, che si terrà nei prossimi giorni, per comprendere quale sia la strategia aziendale per far fronte a questa grave situazione».

«Su questa crisi la politica deve battere un colpo - dichiara Stefano Moni, segretario generale Cgil Imola –. Abbiamo già condiviso le nostre preoccupazioni con Marco Panieri, presidente del Circondario imolese, e con Beatrice Poli, responsabile della Vallata. Chiediamo con urgenza l’attivazione del Tavolo regionale di crisi: il nostro obiettivo prioritario è salvaguardare l’occupazione e la tenuta sociale del territorio».

«Nel corso dell’incontro con la Cims sono emersi preoccupanti segnali di un aggravamento della situazione - dichiara Giuseppe Rago Coordinatore Confederale Uil -. La mancata richiesta di proroga al Tribunale delle misure di protezione per la Cooperativa la sottopongono al pericolo che uno o più fornitori attivino procedure fallimentari. Contrariamente a quanto avevamo ascoltato in commissione consiliare, presso il Comune di Imola e le rassicurazioni dell’assessore Mascia la situazione ci sembra tutt’altro che in continuità vigilata, bensì riteniamo sia più un equilibrismo precario. Una azienda che a breve dovrà procedere ad una cura dimagrante rinunciando al 25% circa dei propri dipendenti, a dover cedere commesse ed appalti, a cui non viene erogata la promessa tranche di liquidità da Legacoop oltre ad avere congelate le proprie linee di credito sul sistema bancario tutto ci sembra tranne che in continuità e tantomeno vigilata. La preoccupazione maggiore in questo momento è la continuità dei posti di lavoro sul territorio considerando che circa il 50% degli attuali dipendenti supera la soglia dei 50 anni».

Intanto già ieri, ha annunciato il coordinatore di zona Cisl Area metropolitana bolognese Gaetano Lombardo insieme alle categorie coinvolte sono state attivate «le procedure per una convocazione urgente del tavolo di salvaguardia. Vanno battute - prosegue - tutte le strade per salvaguardare i posti di lavoro, incontreremo i lavoratori per decidere eventuali prossime azioni di mobilitazione . Chiediamo alla politica di adoperarsi per individuare tutte le soluzioni per la tutela dei posti di lavoro e rendersi interlocutore in questa fase complessa, essendo la Cims coinvolta in tanti appalti pubblici e di manutenzione per importanti committenti come Comuni, Città Metropolitana, Ausl, in Regione Emilia Romagna. Attendiamo che Legacoop sia parte attiva per gestire questa fase e per tutelare soci e lavoratori di un’azienda in forte difficoltà».

Da parte sua il Comune di Imola ha incontrato i vertici dell’azienda a seguito degli esiti del tavolo sindacale. «La priorità dell’Amministrazione comunale, che si è interessata anche tramite l’Assessora Selena Mascia, risiede nella salvaguardia delle circa 300 posizioni lavorative e nella tutela della tenuta socio-economica del territorio imolese e della Vallata, unitamente alla regolare continuità dei cantieri e dei servizi pubblici in capo alla cooperativa».

A fronte di tale evoluzione, si ritiene indispensabile «promuovere la tempestiva convocazione del Tavolo regionale di salvaguardia occupazionale, al fine di garantire un confronto coordinato tra azienda, organizzazioni sindacali, Regione Emilia-Romagna, istituzioni territoriali e rappresentanze cooperative. È necessario un percorso fondato sulla trasparenza dei dati e sulla definizione di un piano industriale e finanziario solido e credibile».

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