Succede ancora, anche dopo che i cassonetti sono stati cambiati e non serve più la tessera per aprire quelli della differenziata di carta, plastica, vetro, ramaglie e organico. Nonostante questo, ammesso che utilizzare la carta di Hera fosse una complicazione insormontabile, continua il problema dell’abbandono di rifiuti, anzi, in una prima fase del cambiamento, quando si è cominciato a dover utilizzare la carta solo per mettere nel cassonetto l’indifferenziato per tenere numerati i conferimenti e calcolare la tariffa puntuale, l’abbandono del rifiuto secco si è fatto in alcuni casi ancora più visibile.
Al malcostume di certi cittadini il Comune, che mediamente negli ultimi anni ha pagato un surplus annuale di circa 150mila euro extra ad Hera per ripulire laddove i rifiuti erano stati abbandonati o smaltiti male, cerca di rispondere con le sanzioni. Ma per l’opposizione il contrasto non è ancora sufficiente.
«I dati forniti dal Comando di polizia locale a seguito della mia richiesta di accesso agli atti parlano chiaro e fotografano una realtà ben lontana dai proclami dell’Amministrazione sulla gestione e sul contrasto al degrado urbano - dice Simone Carapia di Fratelli d’Italia -. Nel primo semestre del 2026 sono stati notificati per abbandono o errato conferimento di rifiuti nel Comune di Imola 188 verbali. Le violazioni accertate tramite le fototrappole sono state 143, ma la percentuale di reale identificazione dei responsabili tramite questo strumento si ferma a un modesto 34,79%. Significa che quasi due terzi di chi abbandona rifiuti la passa liscia, a dimostrazione di come gli strumenti tecnologici, da soli e senza un piano strategico di presidio, non siano la panacea di tutti i mali».
Al conteggio si aggiungono 14 verbali, di cui 11 per abbandono di rifiuti, compilati dalle Guardie ecologiche volontarie. I punti critici e le zone in cui sono stati registrati gli abbandoni e fatte le multe sono : via Cesena, via Benedetto Croce, via Balducci a Sesto Imolese, via Fluno, via dell’Agricoltura, via Tiro a Segno, via Fratelli Giovannini, via Punta, via Fantini, via Degli Sminatori, via Pasquala e via Gobetti. «Strade e quartieri noti a tutti, dove i cittadini perbene continuano a subire il degrado sotto casa - afferma Carapia -. Contestualmente, il bilancio economico dell’operazione evidenzia ben 29.762 euro di sanzioni accertate di cui il Comune ha già incassati 15.808 euro. L’impressione è che ci si concentri molto sull’effetto “cassa” anziché sulla prevenzione reale e sul controllo capillare del territorio. Inoltre, il contributo delle Guardie Ambientali Metropolitane, convenzionate solo a partire da metà maggio, ha portato a soli 11 verbali specifici: una goccia nel mare rispetto all’inciviltà quotidiana - conclude Carapia -. Non servono spot elettorali o telecamere se poi oltre il 65% delle infrazioni resta impunito. Servono più pattuglie sul campo, sanzioni certe e una riorganizzazione seria della raccolta rifiuti che non penalizzi i residenti che rispettano le regole».