Con la settimana entrante Ortignola srl, la proprietà, incotrerà i lavoratori di Deai srl, l’ex gestore che, presente l’ufficiale giudiziario, la scorsa settimana ha dovuto riconsegnare la piscina Gualandi. Ortignola srl ha infatti garantito la prosecuzione dei rapporti con tutti i lavoratori assunti prima della risoluzione del contratto con Deai. La società parteciperà al tavolo convocato presso il Comune di Imola in questi giorni per chiarire sia i termini di una ripresa delle attività, che non pare imminente dopo quanto dichiarato nei giorni scorsi dalla stessa società, e dunque la ripresa anche del servizio da parte dei lavoratori, una ventina di persone dipendenti di Deai. In caso contrario bisogna capire se per questi si profila l’ipotesi di un periodo di cassa integrazione. «Ortignola srl conosceva già perfettamente la struttura organizzativa dell’azienda, i nominativi dei dipendenti, il loro inquadramento e il relativo trattamento economico, avendo a disposizione, almeno da un mese, il Libro Unico del Lavoro con tutte le necessarie informazioni - dice per parte sua la amministratrice di Deai, Paola Lanzon -. Inoltre, Deai ha messo immediatamente in contatto il proprio consulente del lavoro con Ortignola, tanto e’ vero che nel pomeriggio di venerdì si è infatti svolto uno specifico incontro». Il legale di Paola Lanzon Adriano Travaglia sottolinea che «le conseguenze di questa situazione stanno ricadendo, prima ancora che sulle società, sulle persone: sugli istruttori, sugli allenatori, sui collaboratori sportivi, sui dipendenti, sulle famiglie e sugli utenti che da anni frequentano l’impianto e che confidavano nella regolare prosecuzione dei servizi». Ma rigetta in toto la lettura secondo cui questo dipenderebbe dall’ex gestore, duo assistito: «La riconsegna dell’azienda e la sospensione delle attività sono due fatti distinti. Sport Up (la società sportiva che materialmente organizzava i corsi e nella quale Lanzon ha pure un ruolo apicale, ndr) era pronta a garantire la prosecuzione senza soluzione di continuità di tutti i corsi, degli allenamenti, dei centri estivi e delle attività già programmate. La società dispone di un autonomo titolo contrattuale che le consente di operare all’interno dell’impianto e non ha mai manifestato la volontà di interrompere i servizi. Al contrario, ha formalmente diffidato il nuovo gestore e il Comune di Imola affinché le fosse restituita la disponibilità degli spazi necessari per poter riprendere immediatamente le attività nell’interesse degli utenti. Pertanto, le affermazioni secondo cui Sport Up avrebbe continuato ad acquisire iscrizioni o a offrire servizi pur sapendo di non poterli svolgere sono contestate dalla società, che ribadisce di essere stata pronta a dare continuità alle attività sportive e di essere stata impossibilitata a farlo dalla mancata disponibilità dell’impianto».
Ortignola, tavolo in Comune