Una carezza che può aiutare a stare meglio in un periodo davvero difficile. è quella che da inizio dell’anno prossimo anche i pazienti del reparto di oncologia di Imola potranno dare a nuovi assistenti speciali: cani e gatti dell’associazione Chiaramilla. La letteratura scientifica conferma che abbassare i livelli di stress aiuta il buon risultato della cura, e la cura oncologica non finisce quando termina una terapia ma continua nel recupero della quotidianità, nelle relazioni, nella possibilità di tornare al lavoro e nella qualità della vita. È da questa consapevolezza che nasce l’incontro “Umanizziamo le cure oncologiche. Le aziende del comprensorio imolese e il ritorno al lavoro”, promosso dall’associazione Onconauti in collaborazione con il Comune di Imola. «Umanizzazione delle cure significa considerare la persona nella sua globalità, andando oltre il solo trattamento della patologia - spiega il presidente di Onconauti che oggi opera in 9 centri in tutta Italia, Fosco Foglietta -. In ambito oncologico questo approccio può comprendere, accanto alle terapie farmacologiche, interventi di supporto e riabilitazione rivolti al benessere fisico, psicologico e sociale attraverso il sostegno al mutamento degli stili di vita, alimentazione e attività fisica, e diverse pratiche olistiche in particolare nella fase di follow up».
L’iniziativa, in programma giovedì 8 ottobre alle 18.30 alla Cantina Merlotta di Imola, vuole mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, sanità, associazioni e imprese per affrontare un tema ancora poco discusso: il ruolo del mondo del lavoro nel percorso di cura e nel reinserimento professionale delle persone dopo una diagnosi oncologica. Ma l’appuntamento servirà anche ad annunciare una novità per la sanità imolese, sarà infatti presentato il primo progetto di pet therapy nel day hospital oncologico di Imola, sviluppato a partire dall’esperienza realizzata all’Ospedale Bellaria di Bologna. La direzione unica dei due centri nelle mani del dottor Antonio Maestri ha consentito la replicabilità del progetto che l’associazione Onconauti sviluppa insieme all’associazione specializzata Chiaramilla della provincia di Ferrara che forma sia operatori che animali a questo speciale e delicato compito. Già da 12 la loro presenza è una realtà a Montecatone, ma a inizio 2027 sarà la prima volta che entreranno nell’ospedale di Imola, con loro ci saranno i loro” colleghi a quattro zampe” addestrati ad essere accarezzati e a interagire con le persone stanno facendo le flebo di chemioterapia. «La presenza degli animali aiuterà i pazienti a decontestualizzare la situazione, diminuendo il livello di stress, spostando il pensiero dalla terapia stessa ad altro - spiega l’oncologo Antonio Maestri -, contestualmente quando arrivano gli animali da tutti i reparti arriva anche il personale per vederli e accarezzarli e l’effetto di amplifica, e ora si potrà consentire la stessa cosa anche ai caregiver dei pazienti. Il beneficio è già stato evidenziato, vorremmo, nel tempo, analizzare anche cosa succede a livello biochimico sui pazienti, e anche sugli animali».