Alex Zanardi ha trasformato la sua “vicenda personale in un riferimento collettivo, lasciando un’eredità” non solo nello sport, ma anche nel mondo della riabilitazione. Ad affermarlo è l’Istituto di Montecatone, che si unisce così al cordoglio per la scomparsa del campione di automobilismo e paralimpico. Una “figura che ha segnato profondamente non solo il mondo dello sport, ma anche quello della riabilitazione”, si afferma da Montecatone. Per l’Istituto, Zanardi “non è stato soltanto un simbolo, ma un riferimento concreto. Nel 2015 fu testimonial della prima edizione del Montecatone Paracycling, evento preolimpico organizzato in vista di Rio 2016: una presenza che, per molti pazienti, rappresentò una dimostrazione diretta di come sia possibile superare condizioni di estrema difficoltà e costruire nuove traiettorie di vita”.
Il suo legame con Montecatone, continua l’istituto, “si inserisce in una visione condivisa: lo sport come parte integrante del percorso riabilitativo. Non un elemento accessorio, ma uno strumento capace di incidere su autonomia, identità e qualità della vita. Questa prospettiva ha trovato espressione anche nella staffetta nazionale ‘Obiettivo Tricolore’, ideata dallo stesso Zanardi, che aveva fatto tappa a Imola e Montecatone pochi giorni prima del grave incidente del 2020. Un progetto che ha contribuito a rafforzare il legame tra riabilitazione e partecipazione attiva, portando fuori dall’ospedale un messaggio concreto di inclusione e possibilità”. Oggi l’Istituto di Montecatone ricorda dunque “il valore umano e culturale” di Zanardi, “una figura capace di trasformare una vicenda personale in un riferimento collettivo, lasciando un’eredità che continua a vivere nei percorsi riabilitativi orientati all’autonomia e alla piena partecipazione alla vita sociale”.