Imola, Michele Ferrari candidato sindaco per la lista di Rifondazione comunista che correrà da sola

Imola

Classe 1963, originario del Ferrarese ma residente a Castel San Pietro, Michele Ferrari, una laurea in Agraria e un successivo diploma alberghiero, è il candidato sindaco per Imola sotto le insegne di Rifondazione comunista che per la corsa elettorale ha dato vita alla lista “Imola in transizione”.

E infatti transizione ecologica, sociale e democratica, con particolare attenzione alla partecipazione attiva dei cittadini, al rafforzamento dei servizi pubblici e alla riduzione delle disuguaglianze territoriali sono le linee guida di un programma che si pone in alternativa a quello del centrosinistra quanto del centrodestra.

Da Palazzo, Rifondazione comunista manca da almeno 13 anni, questa volta ha deciso di rilanciarsi con il proprio simbolo facendolo in autonomia, «anche perché le altre liste con cui abbiamo tentato un accordo, senza approdare a nulla, di simboli di partito non ne vogliono sapere. Forse dà fastidio la parola comunista e comunque noi siamo stanchi di essere snobbati e rimanere silenziati, quindi abbiamo deciso di metterci in gioco » dice il segretario Emanuele Tigrini. Non fa nomi, ma gli abboccamenti che ci sono stati non sono stati con il Partito democratico né con altre liste della coalizione che sostiene il mandato bis di Marco Panieri, «anche perché lui steso ha detto che il campo largo non esiste. Comunque non ci siamo mai sentiti» afferma sempre Tigrini.

«Siamo figli della Resistenza e ci piace la Costituzione - premette il candidato Michele Ferrari prendendo la parola -. Non diciamo certo che Imola sia una brutta città, ma, anche se veniamo da un digiuno politico lungo, abbiamo una proposta abbastanza alternativa e forte volontà di cambiamento. Un cambiamento di sistema su situazioni che riguardano il mondo, l’ Italia e anche la realtà locale, ci sono molte questioni che hanno bisogno di essere trattate diversamente. Il lavoro, il sociale, l’economia. Dopo quello che è successo 2023 (e gli attivisti sventolano un volantino con una strada allagata pensando che si tratti della via Emilia a Imola ma è una foto di via Saffi e la città è Bologna, ndr) ancora pensiamo di espandere la città. Nell’Imolese c’è un tasso di disoccupazione del 4/5 per cento, una quota che l’economia classica considera come soglia per non espandere e consumare suolo. Con quello che invece si sta creando, probabilmente i lavoratori a Imola verranno tutti da fuori senza però riuscire ad abitare sul territorio dove non è facile trovare case in affitto e con salari bassi tantomeno comprarne una. Quindi ci sarà solo un aggravio di traffico, ma non una reale crescita. Il sistema capitalistico vede il territorio solo come una miniera da cui continuare a estrarre, ma questo non è sempre a beneficio della città. Noi vogliamo che gli imolesi tornino a difendere il proprio territorio e la qualità di vita, a occuparsene non per trarne un profitto che poi alla fine a Imola non rimane ».

Così si è espresso il candidato di Rifondazione, che corre senza darsi obiettivi particolarmente ambiziosi, ma che ci vuole essere e dire la propria almeno in campagna elettorale. Nel suo background c’è una laurea in Agraria, «dal 1993 mi specializzo sulle politiche di sviluppo sostenibile urbane lavorando come consulente per diverse amministrazioni ed istituzioni pubbliche principalmente dell’Emilia-Romagna sui processi partecipati, sulla raccolta ed elaborazione dei dati inerenti la sostenibilità delle politiche urbane e sulla comunicazione dei processi e delle pratiche di sviluppo sostenibile locale», spiega di sé.

«Tuttavia, dopo una fase di entusiasmo, queste politiche sono state progressivamente negate dalla politica nazionale, scoraggiando gli enti locali nella loro attuazione e, soprattutto, il sottoscritto nel proseguire in questa professione - aggiunge Ferrari -. Non sono tuttavia rimasto inattivo esercitando lavori duri ma bellissimi come il giardiniere, il commesso, il magazziniere, lo svuota case e più recentemente, dopo essermi diplomato all’Istituto Scappi, il barista ed il cameriere. Volontariamente mi sono impegnato nella dirigenza dell’associazione che gestisce i locali della Bocciofila di Castel San Pietro Terme e, da alcuni mesi, sono membro attivo del Gruppo Imolese CGAM di Guardie Ambientali Metropolitane di Bologna. Attualmente svolgo l’importante ruolo di casalingo per la mia famiglia: una moglie, due figli, quattro gatti ed un bosco». L’impegno locale con Rifondazione è nato nel 2009.

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