Imola, le deleghe in giunta raccontano la città: autodromo e cantieri le priorità

Imola
  • 06 giugno 2026

Le deleghe raccontano sempre qualcosa. Più dei comunicati, più delle dichiarazioni di rito. C’è un codice, un messaggio, una linea su esigenze e focus. Dietro ogni scelta ci sono priorità amministrative, equilibri politici e una precisa idea di città. E la nuova giunta di Imola presentata da Marco Panieri - dove la quota rosa è dominante (cinque donne e due uomini), l’età media è bassa, con tre new entry e quattro conferme - offre indizi sulle direttrici che caratterizzeranno il secondo mandato.

La prima evidenza riguarda proprio il sindaco. Forte di una vittoria elettorale netta come da tempo non si vedeva, Panieri ha deciso di trattenere alcune delle deleghe più importanti e simboliche. Una decisione che segnala la volontà di mantenere un controllo diretto sui dossier strategici e di imprimere personalmente la rotta dell’amministrazione.

Tra questi spicca l’Autodromo, che continua a rappresentare molto più di un semplice impianto sportivo. È un asset economico, turistico e identitario per la città. Tenerne la regia significa ribadire che il futuro del circuito, il rapporto con la Formula 1 e la capacità di attrarre eventi internazionali restano una delle priorità assolute del mandato. Accanto emerge il tema della sicurezza. Non è soltanto una questione di ordine pubblico, ma una delle richieste più forti emerse durante la campagna elettorale.

Una delle novità riguarda la scelta di rafforzare la dimensione tecnica e gestionale della Giunta e in questo senso un secondo messaggio arriva dalla centralità attribuita alle opere pubbliche e alla rigenerazione urbana. La nuova Amministrazione eredita una stagione ricca di investimenti legati al Pnrr e ai fondi regionali. Il tema ora non è più soltanto progettare, ma portare a termine cantieri, rispettare scadenze e trasformare le risorse ottenute in interventi visibili per i cittadini. E proprio una figura tecnica, quella di Selena Mascia, neo assessora a cui sono state affidate deleghe “pesanti”, si occuperà di bilancio, lavori pubblici e società partecipate, una scelta di discontinuità dopo i casi che hanno coinvolto Area Blu (in primis l’ammanco poi recuperato) di fronte a un orizzonte gestionale e con potenzialità di investimenti molto diversi dopo l’esaurimento dell’imponente pacchetto di risorse finanziarie europee.

C’è poi la sfida della sanità territoriale. Imola vive una situazione particolare grazie alla presenza dell’azienda sanitaria autonoma, un patrimonio che negli anni ha rappresentato un punto di forza ma che oggi deve confrontarsi con carenza di personale, liste d’attesa e crescente domanda di servizi. Anche in questo caso la composizione della giunta - con l’incarico affidato ad Alba Natali, ex direttrice del dipartimento di salute mentale - sembra indicare la volontà di mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini.

A Pierangelo Raffini sono affidati commercio, imprese, lavoro, agricoltura, innovazione e centro storico. Tradotto: dovrà dimostrare che Imola non vive soltanto di grandi eventi e autodromo, col non facile compito di mantenere attrattivo il cuore commerciale della città in una fase complicata per negozi e attività di prossimità e orientare politiche per continuare a investire da un lato sulla propria vocazione manifatturiera e al tempo stesso creare nuove opportunità occupazionali legate al progresso tecnologico.

La fotografia complessiva restituisce al tempo stesso l’immagine di un progetto amministrativo che punta sulla continuità più che sulla rottura. Panieri ha scelto una squadra che combina esperienza amministrativa (come la conferma nel ruolo di vice sindaca di Elisa Spada) e alcune novità (su tutte Chiara Sorbello, lo scorso mandato capogruppo del Pd) assumendo la gestione dei settori chiave. Un messaggio politico chiaro: il secondo mandato di Panieri non sarà quello della costruzione del progetto, ma della sua attuazione. E il risultato elettorale gli consegna una posizione di forza che gli consente di assumersene direttamente la responsabilità.

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