Una lavoratrice rider di 36 anni è rimasta coinvolta in un incidente a giugno, durante una consegna a Imola. Grazie all’assistenza del Patronato Inca Cgil di Imola, l’Inail le ha riconosciuto l’infortunio sul lavoro, erogando l’indennità economica per i 22 giorni di stop forzato. “Il riconoscimento - segnala il patronato - è stato reso possibile dopo la formale denuncia dell’infortunio a Deliveroo, la piattaforma per cui lavora la donna, che ha consentito l’avvio della pratica. Se dovessero esserci danni permanenti, il Patronato Inca Cgil continuerà ad assistere la lavoratrice tramite il proprio medico legale per farle riconoscere il relativo indennizzo. Si tratta di uno dei primi casi in Italia per la categoria dei rider, arrivato a breve distanza da un analogo risultato ottenuto dal Patronato Inca Cgil di Macerata. Tuttavia, casi come questo restano ancora un’eccezione: la maggior parte degli infortuni non viene denunciata a causa della precarietà del settore, della scarsa conoscenza dei propri diritti, delle barriere linguistiche che ostacolano lavoratrici e lavoratori stranieri e della complessità delle procedure burocratiche”.
“Questo episodio - conclude il sindacato - dimostra concretamente come la copertura Inail tuteli tutti i rider, indipendentemente dal contratto, collaborazione o partita Iva, garantendo il rimborso per le spese mediche, l’indennità economica per i giorni di stop e risarcimenti per danni permanenti. In caso di infortunio, occorre seguire una procedura precisa: andare subito al Pronto Soccorso specificando l’origine lavorativa dell’incidente, farsi rilasciare il primo certificato medico e rivolgersi al Patronato Inca Cgil per comunicare l’infortunio alla piattaforma e avviare la pratica per ottenere tutte le tutele a cui si ha diritto”.