Al comitato Amici del Parco delle Acque Minerali che fotografa acque stagnanti e topi nel laghetto, fontane storiche chiuse e in degrado, l’amministrazione comunale risponde che in questi cinque anni non se ne è stata con le mani in mano. La vicesindaca Elisa Spada elenca gli interventi di manutenzione fatti, anche se resta il fatto che il parco ha visto tempi migliori, quelli in cui era forse anche più frequentato nella quotidianità.
«In questi anni il Comune di Imola in collaborazione con Area Blu ha scelto di valorizzare il Parco delle Acque Minerali riconoscendone il grande valore storico, ambientale e sociale e il forte legame tra la comunità e il parco stesso. Nel percorso di valorizzazione sono emerse criticità che abbiamo affrontato tempestivamente, ma che richiedono tempo per essere superate completamente» esordisce spiega la vicesindaca Spada. Sono stati sostituiti tutti i punti luce, sostituite due passerelle ciclopedonali di attraversamento del Rio Rondinella, ripristinate le staccionate e le scale di risalita al Monte Castellaccio, riqualificate due aree gioco, allestita la palestra all’aperto, sostituiti e aumentati i cestini, riqualificato il sistema di gestione delle acque meteoriche superficiali. «Queste azioni dimostrano in modo chiaro questa scelta che richiede tempo e cura continua, con l’attidudine a riconoscere le criticità e affrontarle, ma con la volontà di rendere questo luogo sempre più vivo e valorizzato come merita», sottolinea Spada.
Laghetto con i topi
Al centro delle critiche è finito ancora una volta quello che era detto il laghetto dei cigni, verde di alghe. «A maggio 2026 sono stati completati i lavori di potenziamento del ricircolo dell’acqua con l’eliminazione della vecchia pompa sommersa e l’installazione di due nuove pompe posizionate in un vano dedicato - spiga la vicesindaca -. Il nuovo impianto raddoppia sia i volumi che i flussi di ricircolo potenziando quindi il sistema preesistente già dotato di sensore di livello che aziona in automatico il reintegro di acqua pulita dalla rete acquedottistica». «Già nel 2025 il laghetto è stato inoltre dotato di un dispositivo di ossigenazione che ha migliorato ulteriormente la qualità dell’acqua rispetto alla configurazione precedente ed è stato fatto un intervento di riduzione del numero di anatidi che ha consentito di diminuire il carico organico immesso nelle acque e migliorare le condizioni complessive del laghetto stesso». Però qualcosa , vedendo le acque verdi, forse non ha funzionato a dovere. Per quanto riguarda la presenza dei topi, «a giugno scorso è stato avviato un intervento di derattizzazione all’interno dell’area del laghetto da parte della ditta cui il Comune ha affidato il servizio -afferma Spada -. Si sono già svolti diversi sopralluoghi per il controllo del consumo delle esche con periodica integrazione intervenendo anche nelle tane. Abbiamo intensificato ulteriormente le azioni che continueranno fino al completo superamento della criticità. Parallelamente stiamo facendo una ricerca su erogatori di cibo non accessibili ai roditori da inserire nell’area del laghetto».