Nel giorno in cui il gruppo di cittadini e associazioni “Salviamo il Sellustra” annuncia di aver formalizzato un’istanza di riesame e annullamento d’ufficio in autotutela delle operazioni di pulizia del torrente, la Regione ha incontrato le amministrazioni comunali di Imola, Dozza e Casalfiumanese, tutte e tre interessate dall’intervento su un fronte di dieci chilometri che attraversa i tre comuni.
Un confronto che arriva a settimane dall’allarme lanciato dai cittadini che ieri, supportati dai pareri di alcuni esperti, hanno articolato perplessità ambientali e formali sull’iter che porterebbe a estrarre dall’area 4000 tonnellate di legname, ovvero, come dice lo studio di fattibilità, fino al 70% del patrimonio vegetale presente, e questo solo sull’area demaniale. Probabilmente senza la mobilitazione dei cittadini allarmati per la perdita di altro patrimonio verde, i lavori sarebbero partiti in sordina, senza che nemmeno le amministrazioni comunali interessate ne fossero state messe al corrente.
Stop in attesa di un riesame del progetto è quello che chiedono quindi Legambiente Imola-Medicina, Panda Imola, Wwf Imola, Lav Bologna, Lipu Bologna e diversi cittadini, perché «mancano diversi passaggi formali, a cominciare dall’autorizzazione» sottolinea l’ambientalista Cinzia Morisiani. Ma anche perché «le fasce di vegetazione riparia di fiumi e torrenti sono l’ultimo baluardo utile alla sicurezza idraulica, perché rallentano il flusso dell’acqua e fungono da trappola stessa per gli alberi caduti in alveo» spiega la docente universitaria di ecologia fluviale Bruna Gumiero.
La Regione per parte sua ha ribadito di voler «rimuovere dall’alveo del torrente il materiale legnoso già caduto che, in caso di piena, potrebbe creare ostruzioni al regolare deflusso delle acque e intervenire in modo selettivo sulle piante ammalorate, secche o instabili e a rischio caduta». Questo l’obiettivo dei lavori per 135mila euro che l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile è pronta ad avviare . «L’intervento - aggiunge la Regione- riguarda le aree di competenza demaniale e prevede anche la realizzazione delle piste di accesso necessarie per consentire ai mezzi di raggiungere i punti interessati e operare in sicurezza. Distinto da questi lavori è il progetto che interessa terreni di proprietà privata lungo il corso d’acqua, sul quale l’Agenzia regionale non ha ancora espresso il nulla osta di propria competenza».
«È importante distinguere con chiarezza i due interventi - sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza della Regione Manuela Rontini -. Sulle aree demaniali l’Agenzia interverrà con lavori mirati alla riduzione del rischio idraulico, così come è stato fatto, dal 2023 a oggi, sui torrenti pedecollinari come Sellustra, Zena o Idice: saranno rimossi tronchi, rami e alberature già caduti in alveo e le piante ammalorate, secche o instabili che, in caso di caduta, potrebbero ostacolare il deflusso delle acque. Non si tratta quindi di un taglio indiscriminato della vegetazione, ma di un intervento puntuale definito sulla base delle condizioni del corso d’acqua e delle esigenze di sicurezza, per noi prioritaria. Diverso è il progetto che riguarda le proprietà private. Su questo progetto l’Agenzia non ha ancora espresso il proprio nulla osta. E poiché per noi il confronto con le comunità è fondamentale, incontreremo cittadine e cittadini per illustrare nel dettaglio gli interventi e le loro modalità di realizzazione». L’incontro pubblico è in programma martedì 15 settembre, alle 18, al Centro sociale La Tozzona di Imola (via Punta 23p).
All’incontro di ieri in Regione erano presenti il sindaco di Dozza Luca Albertazzi, la sindaca di Casalfiumanese Beatrice Poli, la vicesindaca di Imola Elisa Spada. «Nel corso del confronto è stata proposta la creazione di alcune aree pilota, distribuite lungo l’estensione dell’intervento, nelle quali individuare in maniera congiunta, direttamente sul posto, le alberature da abbattere, così da definire in modo condiviso criteri e modalità di intervento» conclude la nota della Regione che però non specifica la data di avvio dei lavori, che, assicurano da viale Aldo Moro, non sarà comunque prima dell’incontro pubblico del 15.