Imola, l’Università di Bologna fa ricerca sulla mobilità del futuro in autodromo FOTOGALLERY

Imola

Come si muoveranno le auto del futuro, anche senza autista umano e come attrezzarle per azzerarne i rischi di incidenti e l’impatto sull’ambiente, come predisporre o generare un percorso perché possa essere affrontato a piedi, magari anche da chi ha limitazioni di qualche tipo, calcolare ogni minima reazione umana mentre ci si muove in uno spazio definito: quello della strada. Sono alcune delle cose che si studiano nel PitLab, il laboratorio di ingegneria stradale che l’Università di Bologna ha avviato negli spazi dell’autodromo, dove già da quattro anni si svolge il master in mobilità sostenibile.

Perché portare questo specifico ramo di ricerca proprio a Imola lo ha spiegato il rettore dell’ateneo Giovanni Molari che ha provato anche il simulatore di guida che permette di testare con una precisione altissima vari tipi di vetture, da una Smart a una F1, sui percorsi più disparati. «Sono sempre stato convinto che Imola rappresentasse una sede su cui continuare a crescere portando innovazione per la sua trasversalità, qui lavorano già più ambiti e dipartimenti - ha detto Molari -, farlo poi in autodromo è una cosa unica. Attraverso la messa a sistema di competenze multidisciplinari e l’impiego di strumenti innovativi, il laboratorio affronterà le principali sfide legate alla transizione ecologica, alla digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto e all’avvento dei veicoli connessi e autonomi, promuovendo soluzioni concrete per la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico, a beneficio del territorio. Oggi implementiamo la ricerca sul territorio, che attirerà più persone, e contemporaneamente Imola ci dà una mano con l’housing (all’Osservanza si lavora al nuovo studentato, ndr)».

Il direttore del Dipartimento di ingegneria civile, chimica e ambientale Valerio Cozzani ha sottolineato: «Non è stato banale per Unibo portare qui questo asset su cui abbiamo investito molto tempo e competenze. Venire in questo luogo ribalta l’idea di università come castello isolato, in realtà l’università è un centro di competenze che si apre al territorio catalizzando quello che questo esprime in termini di industria, attività produttive e innovazione, la ricerca è il motore per il futuro dei nostri territori».

La direttrice del PitLab, l’ingegnera imolese Valeria Vignali che ha avviato l’interlocuzione con l’ateneo dal suo ingresso nel cda di Formula Imola ha guidato anche la visita allo spazio di ricerca: «Qui ci occupiamo di studiare l’interazione del conducente di un mezzo o di un pedone in qualsiasi contesto caratterizzato per realizzare strade più sicure, valutare la pericolosità di punti sensibili della viabilità, le soluzioni per indurre a una guida più sicura. Ma cerchiamo anche soluzioni per una mobilità inclusiva basandoci su tecnologie estremamente innovative: simulatore di veicoli, di camminata e bicicletta, diversi strumenti di intelligenza artificiale e neuronali. Di riflesso ci occupiamo anche di rigenerazione urbana perché vediamo come si muove ogni tipo di fruitore della strada in qualsiasi scenario e possiamo quindi progettare ad esempio pavimentazioni migliori e i modi per mantenerle, oppure l’evoluzione stessa dei veicoli nella transizione. Una volta fatta la simulazione grazie al fatto di essere a bordo pista possiamo passare alla pratica e il circuito rappresenta un campo prova reale».

«Dal 2021 anche con il progetto Imola Living Lab il Comune e Formula Imola hanno costruito, passo dopo passo e insieme a tanti partner, le condizioni perché l’Autodromo potesse evolvere da infrastruttura sportiva a luogo stabile di ricerca, sperimentazione e innovazione sulla mobilità sostenibile - ha rimarcato il sindaco Marco Panieri -. In questi anni, la collaborazione con Unibo si è sviluppata attraverso tesi di laurea dedicate alla sostenibilità ambientale dell’Autodromo, progetti di formazione, il coinvolgimento di Unibo Motorsport e la partecipazione a contesti internazionali come il Global Forum di Ginevra». «Per Con.Ami (socio unico di Formula Imola, ndr) lo sviluppo di settori strategici come la mobilità sostenibile è un tassello fondamentale nel processo di continua evoluzione di un territorio, noto in tutto il mondo per le sue eccellenze imprenditoriali soprattutto nell’ambito del motorsport, che tiene il passo alle sollecitazioni in arrivo dai mercati globali. - ha detto il presidente Fabio Bacchilega -. Un’opportunità formativa preziosa per tanti giovani, depositari del nostro futuro». «Questa è la a prova concreta di quello di cui parliamo da anni, il circuito di Imola non è solo Formula 1, se così fosse affitteremmo solo spazi. Ma qui si gioca molto di più, si guarda al futuro», ha chiuso il direttore generale Pietro Benvenuti.

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