Le sedie apparecchiate per seguire in diretta il Gran Premio del Messico erano 350, alla fine nella sala del Museo Checco Costa all’autodromo di Imola, di fronte ai sei maxi schermi si sono accomodati, seduti anche per terra o in piedi, in 600. Una gara lunghissima, a tratti persino un po’ noiosa, ma vissuta con il batticuore fino all’ultimo con l’ansia di vedere incoronato campione il ragazzo di casa, il più giovane di tutti, a 73 anni dall’ultima vittoria di un italiano, Ascari nel 1953, anno di fondazione dello stesso autodromo di Imola.
«Oggi viviamo un’emozione straordinaria e una festa globale che vede l’Italia protagonista sul tetto del mondo - esulta a fine gara il sindaco Marco Panieri sventolando il tricolore -. A soli vent’anni diventa il più giovane iridato della storia e il primo italiano a riportare il titolo nel nostro Paese dopo oltre settant’anni, dai tempi di Alberto Ascari, nell’anno di fondazione del nostro circuito. È un traguardo storico che ci riempie di un orgoglio immenso, perché Kimi è un ragazzo della nostra terra che ha sempre considerato il nostro Autodromo Enzo e Dino Ferrari come la sua vera pista di casa. E oggi proprio a 6 anni esatti da quel Gran Premio del 2020 a Imola che ci ha fatti tornare nella storia della Formula 1 in un momento difficile rispondendo a sfide straordinarie e inedite. La sua è una bellissima storia di talento e dedizione, supportata dalla famiglia, con papà Marco e mamma Veronica, che gli ha trasmesso la passione per i motori mantenendo sempre saldi i valori dell’educazione, del rispetto e dello studio. Questo trionfo esalta l’eccellenza del Made in Italy e l’identità della nostra Motor Valley, un territorio dove le competenze, le imprese e la cultura del motorsport si tramandano di generazione in generazione. Vedere un giovane talento del nostro territorio, che ha scelto come suo riferimento sportivo un idolo assoluto come Ayrton Senna, raggiungere la vetta del mondo dimostra ai nostri ragazzi che con sacrificio e impegno nessun sogno è precluso. La passione per la Formula 1 unisce oggi tutti gli appassionati e l’intera comunità imolese, che gioisce e stringe in un grande abbraccio il suo campione».