L’incidente di martedì mattina sull’asse attrezzato, che ha coinvolto per fortuna senza gravi conseguenze una 27enne di Imola al volante di una Citroen C2, ha riacceso soprattutto sui social una polemica nota da tempo in città.
Non è una novità, infatti, come sulla Bretella la grande maggioranza degli schianti avvengano sempre nello stesso punto, ovvero nei pressi della rampa che da via Marzabotto si immette su via della Cooperazione. Poco importa se l’auto stia percorrendo la rampa o stia procedendo sull’asse attrezzato con direzione zona industriale. Il risultato, come nell’ultimo incidente, è spesso una vettura capovolta in mezzo alla carreggiata dopo aver centrato il muretto a bordo strada.
«Quando accadono episodi simili è sempre lecito farsi delle domande – racconta Mirco Griguoli di Strade future, il comitato nato anni fa per sollecitare il completamento della Bretella e da sempre molto attento alle problematiche di quest’importante arteria della città –. Le criticità però sono sempre quelle, visto che non è stato fatto molto per risolverle, perché se da un lato si vuole alleggerire il traffico cittadino dall’altro bisogna pensare alla sicurezza. Il manto stradale, però, quando piove diventa estremamente scivoloso (c’è poi chi ha puntato il dito anche contro l’inclinazione della carreggiata, ndr). E i tratti di inserimento nella Bretella che andrebbero percorsi a velocità controllata. Noi come comitato abbiamo sempre chiesto soluzioni per migliorarla, sia all’Amministrazione precedente che al sindaco Panieri con il quale continueremo un dialogo in tal senso».
Al momento quindi «l’unico deterrente per diminuire gli incidenti è limitare la velocità, consapevoli comunque dei malumori arrivati dopo l’istituzione anni fa del limite di 60 km/h – conclude –. Per il fondo stradale speriamo si riescano a trovare finanziamenti così da poterlo riasfaltare (o magari renderlo più ruvido, ndr), mentre sui tratti di inserimento è certamente complicato oggi modificare ingressi che andrebbero comunque rivisti. Il progetto della Bretella è molto vecchio anche se lungimirante per l’epoca, ma completarla dovrebbe renderla senz’altro più sicura».