In trasferta con l’auto a noleggio carica di refurtiva. La polizia sospetta che il trio fosse in zona per mettere a segno dei furti nelle abitazioni, intanto li ha identificati e denunciati per ricettazione.
Venerdì scorso la polizia di Imola ha intercettato un veicolo sospetto e ha recuperato un’ingente quantità di refurtiva e denunciato tre persone. Gli agenti del commissariato di Imola, venuti a conoscenza della presenza sul territorio comunale di un’autovettura a noleggio risultata essere in uso a uomini dediti a furti in abitazione, ha organizzato un servizio specifico di ricerca e ha intercettato il veicolo nei pressi di un centro commerciale in viale Marconi. A bordo dell’auto sono stati identificati tre cittadini di nazionalità albanese, rispettivamente classe 1995, 1997 e 1999, risultati essere in Italia senza fissa dimora.
Non essendo in grado di fornire una motivazione plausibile della loro presenza nel territorio imolese, né di giustificare l’utilizzo di un’autovettura presa a noleggio, gli agenti hanno proceduto a un controllo, che ha permesso di rinvenire all’interno del vano bagagli due borsoni contenenti numerosi gioielli in oro, orologi, anelli, bracciali, collane, orecchini e oggetti di bigiotteria e gioielleria, oltre a torce portatili, tre paia di guanti da lavoro e diversi arnesi utili per lo scasso e l’effrazione.
Alcuni dei beni rinvenuti hanno permesso di collegare la refurtiva a un furto in abitazione commesso nei giorni scorsi in provincia di Mantova. Il furto era stato commesso il 27 agosto e la relativa denuncia era stata presentata dal padre della proprietaria dell’abitazione, che in quel periodo si trovava all’estero per lavoro. L’uomo aveva fornito indicazioni precise in merito alle incisioni presenti su un bracciale, e su una dicitura riportata su una medaglia; elementi che hanno permesso agli agenti di confermare la provenienza della refurtiva. I tre soggetti, di cui uno gravato da precedenti per reati contro il patrimonio, sono stati denunciati per il reato di ricettazione e porto di oggetti atti ad offendere in concorso.