Imola, l’arte contro il decadimento cognitivo: musei e biblioteche luoghi di cura

Imola
  • 24 luglio 2026

Musei e biblioteche come luoghi di cura, capaci di sostenere le persone con deterioramento cognitivo e offrire sollievo ai familiari. Prenderà il via a settembre “Geografie della memoria. Prescrizione culturale e stimolazione cognitiva museale nella demenza”, progetto promosso dal Comune e dall’Ausl di Imola che coinvolgerà Imola Musei, la Biblioteca comunale, Casa Piani e la Fondazione Cassa di Risparmio.

Il programma affiancherà alle cure mediche laboratori esperienziali, visite guidate e incontri per stimolare i ricordi, attenuare ansia e sintomi depressivi, contrastare l’isolamento sociale e ridurre il carico assistenziale dei caregiver. Promosso dal servizio di Psicologia ospedaliera e dal Centro disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl insieme a Imola Musei, il progetto è stato approvato all’unanimità dalla Giunta comunale.

L’iniziativa prosegue la sperimentazione realizzata nei mesi scorsi al Museo San Domenico con gruppi provenienti dal Centro disturbi cognitivi e demenze, dalla casa residenziale per anziani Cassiano Tozzoli e dall’Associazione Alzheimer Imola. Durante gli incontri, le opere d’arte e gli oggetti conservati nel museo sono diventati strumenti per avviare dialoghi e far emergere sensazioni e ricordi. I benefici riscontrati sul piano della socialità e del benessere percepito hanno portato alla definizione del nuovo percorso.

«Vogliamo affermare un’idea di cultura che non sia soltanto patrimonio da conservare, ma una risorsa viva capace di generare benessere, relazioni e inclusione», dichiarano gli assessori Alba Natali, Daniela Spadoni e Giacomo Gambi. Musei e biblioteche, sottolineano, «possono diventare luoghi accoglienti nei quali le persone con deterioramento cognitivo e i familiari possano incontrarsi, condividere emozioni e sentirsi parte della comunità».

«L’incontro con l’arte e con la bellezza contribuisce a ridurre ansia, sintomi depressivi e isolamento, favorendo il benessere emotivo, psicologico e relazionale», spiega Mabel Martelli, direttrice del Distretto e geriatra responsabile del Progetto demenze dell’Ausl.

Dalla fase sperimentale è inoltre emerso che le persone con demenza «si sentono riconosciute, valorizzate e parte della comunità», con effetti positivi anche nel contrasto allo stigma.

Martelli evidenzia inoltre il valore della rete costruita dal Tavolo “«Imola Comunità amica delle persone con demenza”, che riunisce Comune, Ausl, Asp, Associazione Alzheimer Imola, Fondazione Cassa di Risparmio e familiari. «Fare rete e collaborare permette di costruire ponti tra istituzioni, servizi e comunità e dare vita a progetti condivisi per il benessere dell’intera popolazione».

Il progetto durerà otto mesi, da settembre 2026 a maggio 2027, e sarà rivolto ai pazienti del Centro disturbi cognitivi e demenze, ai gruppi di altri servizi territoriali e residenziali e ai loro familiari. Il programma comprende 18 appuntamenti. Al Museo San Domenico si terranno due visite guidate e quattro laboratori dedicati alle tracce del tempo lasciate da fossili e popoli antichi, alle ricette dei frati che abitavano il complesso e alle emozioni suscitate dalle opere d’arte. Altri quattro incontri saranno ospitati dalla Biblioteca comunale e da Casa Piani, dove le fotografie storiche tra Ottocento e Novecento permetteranno di ripercorrere le trasformazioni della città. Sono previste anche visite alla galleria della Fondazione Cassa di Risparmio. Le attività saranno condotte da operatori culturali del Comune e personale sanitario specializzato.

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