Imola, incontro pubblico per ricordare il G8 del 2001

Imola
  • 20 luglio 2026

Stasera alle 20.30 al Cidra si tiene un incontro pubblico con alcuni imolesi che parteciparono il 19 luglio 2001 a Genova alla manifestazione per protestare contro il G8 (incontro delle otto potenze economiche mondiali) e per contestare il sistema economico liberista e la sua globalizzazione, accusato di sfruttare i lavoratori, danneggiare l’ambiente e aumentare le diseguaglianze.

Tra quelle persone c’erano anche diversi imolesi.

Il cosiddetto “Movimento No Global” era nato due anni prima a Seattle durante il vertice dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), quando 50 mila persone (ambientalisti, sindacalisti, studenti) scesero in piazza per contestare la globalizzazione economica. Le proteste furono imponenti e segnarono la nascita ufficiale di quel movimento a cui aderirono più di 300 associazioni mondiali.

In Italia le adesioni andavano dalla Fiom Cgil e sindacati di base, alle associazioni cattoliche, pacifiste e di volontariato (Acli, Arci, Agesci, Pax Christi, Beati i costruttori di pace, Rete Lilliput, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Ya Basta!/Tute Bianche), fino alle associazioni ambientaliste (Legambiente, con posizioni di dialogo critico, il Wwf, Attac Italia, per la tassazione delle transazioni finanziarie, il Comitato per il Sud del Mondo) a partiti e gruppi della sinistra extraparlamentare (Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani e altre sigle della sinistra radicale e anarchica).

«Le giornate di Genova sono passate alla storia come una gravissima e fallimentare gestione dell’ordine pubblico, che non aveva nulla a che fare con un paese democratico e che culminò con la morte di un giovane manifestante, Carlo Giuliani, con devastanti scontri provocati dal gruppo Black Bloc (un migliaio di persone su 300mila) - ricorda il gruppo “Per non dimenticare”, organizzatore dell’incontro di stasera -. Amnesty International ha definito quei giorni “la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un paese occidentale dal dopoguerra”. Le indagini durarono diversi anni. I relativi processi arrivarono molto tempo dopo e portarono a condanne. Quell’evento resta uno dei più importanti e discussi nella storia recente italiana, non solo per la violenza di quei giorni ma anche per quello che dimostrò sul funzionamento delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della politica e dell’informazione. Quella gestione contribuì a silenziare le critiche, le idee e le proposte di un movimento pacifista e non violento critico nei confronti del potere economico dominante. Movimento che si riconosceva nell’idea di “Un altro mondo è possibile”. Un Movimento che aveva ideali e proposte di cambiamento socioeconomico in buona parte tuttora valide per la costruzione di “un altro mondo”, fatto con più giustizia sociale, cura ambientale e tutele economiche e sociali per tutti ».

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