Si è svolta questa mattina l’inaugurazione degli ex lavatoi pubblici riqualificati di viale Saffi, nell’area verde rinominata “Le Lavandaie”, adiacente al parcheggio della Bocciofila. Un intervento che restituisce alla città un luogo storico e identitario, profondamente legato alla memoria collettiva e alla vita quotidiana di intere generazioni di imolesi.
All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Marco Panieri, l’assessore alla Cultura Giacomo Gambi e la coordinatrice della Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola Virna Gioiellieri. Per Area Blu S.p.A., società in house del Comune che ha eseguito i lavori, erano presenti il tecnico Francesco Gonfiantini, Giacomo Mazzanti e la responsabile della manutenzione Paola Giovannini. Presenti inoltre l’architetto Alessandro Drazzi e Maurizio Flutti.
E’ stata ripercorsa, con il supporto della Biblioteca Comunale di Imola, la vocazione storica dei lavatoi e del Canale dei Molini, grazie a fotografie provenienti da archivi e collezioni storiche.
Fra i vari interventi, Virna Gioiellieri ha rivendicato il ruolo svolto dalla Commissione Pari Opportunità nel promuovere l’intitolazione dell’area alle donne che hanno animato questo luogo, sottolineando come “i luoghi siano storie” e ricordando cosa rappresentavano i lavatoi: un momento faticoso della vita quotidiana femminile, quando la qualità della vita era diversa, ma anche uno spazio di incontro, socialità e condivisione, spesso vissuto insieme ai figli e ai nipoti. Recuperare questo luogo, ha evidenziato, significa rafforzare il senso di appartenenza, di storia e di cultura della comunità.
Il sindaco Panieri e l’assessore Gambi hanno ringraziato tutte le persone coinvolte nel percorso di recupero e nei lavori di riqualificazione e ripristino degli spazi, sottolineando il valore dell’intervento nel restituire alla città non solo un manufatto riqualificato, ma un pezzo importante della sua storia sociale e urbana. Le fotografie storiche stampate su tela e appese ai fili come panni stesi vogliono suscitare curiosità verso la nostra storia, sollecitando il dialogo intergenerazionale e la ricerca storica.