Imola, il dottor Costa ricorda Alex Zanardi: “Un uomo che si è risollevato per stupire il mondo”

Imola
  • 02 maggio 2026

“Una notizia straziante”. Claudio Costa ha scelto i social per rendere omaggio ad Alex Zanardi. Leggendario medico nel mondo dei motori ha fondato la Clinica Mobile nel 1977, struttura mobile con cui ha seguito il Motomondiale in tutti i circuiti del calendario: nel 1982 i medici della Clinica salvarono la vita a Graziano Rossi, il padre di Valentino, dopo un incidente a Imola. Nel 2001, invece, fu fondamentale nel percorso riabilitativo di Zanardi in seguito all’incidente sul circuito Lausitzring, in Germania, a causa del quale perse le gambe. “Alessandro Zanardi ha lasciato questo mondo terreno per andare a correre nelle praterie del cielo. Una notizia atroce, straziante come quella di Ayrton Senna lo stesso 1 maggio ma del 1994 - ha scritto Claudio Costa, per tutti dottorcosta tutto attaccato - Alessandro mi ricorda la poesia del grande poeta e filosofo Giacomo Leopardi ‘La Ginestra’: il fiore che spande profumo per odorate selve prima che la lava incandescente del Vesuvo distruttor la incenerisca. Infatti, nel 2001, ha subito un terribile incidente che ha fatto rabbrividire tutto il mondo. Arrivò all’ospedale con meno di un litro di sangue, in condizioni cliniche gravissime per cui i libri di testo della Nasa non gli davano scampo ma dopo 17 interventi chirurgici e 7 arresti cardiaci Alessandro ha detto alla morte con cui stava giocando nella scacchiera della vita: ‘Questa volta ho vinto io’ e la Nasa ha dovuto riscrivere i termini dei suoi libri”.

Dalle macerie di Berlino, scrive ancora dottorcosta, “Alessandro si è risollevato per stupire tutto il mondo mettendosi in piedi davanti al pubblico del MotorShow di Bologna dopo soli 3 mesi dall’incidente meravigliando tutti i presenti. E lo ha fatto con la sua solita ironia, con una battuta: ‘Per l’emozione mi tremano le gambe’ lasciando esterefatti tutti gli astanti e Michael Schumacher anche lui premiato quel giorno con i Caschi d’Oro di Autosprint. In piedi sul palco sorridendo mentre tutti piangevano aveva dato scacco alla morte dimenticando la metà del corpo che gli era stata rubata in maniera diabolica a Berlino”. In tempi brevissimi, ricorda ancora il medico, “torna agli affetti familiari con la dolce moglie Daniela e il figlio Niccolò, sale sul kart e guida la moto, torna sulla neve per sciare e nel tanto amato mare per nuotare. Sorprendendo tutti torna alla corse dapprima completando la gara di Berlino che il terribile incidente aveva troncato in maniera atroce con tempi che gli avrebbero valso la prima fila e nel 2006 a Valencia entra nell’abitacolo della F1 segnando tempi sul giro simili a quelli del campionissimo Vettel. La sua abilità e il suo ingegno modificano la vettura Gran Turismo per poterla guidare e salire sui gradini del podio del mondiale”. Ancora Costa: “Spinto da un’inesauribile curiosità e dalla voglia del nuovo inizia la storia con l’handbike vincendo molti campionati del mondo e quando a Londra gli hanno messo al collo le medaglie d’oro delle Paralimpiadi ha gridato: ‘Sono un uomo felice’ e giocando sulla scacchiera della vita ha dimenticato il nulla di fine partita”.

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