Imola, il consiglio comunale meno variegato di sempre: ecco le tante liste che restano fuori

Imola
  • 28 maggio 2026

Dal nuovo consiglio comunale che esce dalle urne, resta fuori un numero di liste maggiori rispetto a quello che entra. Sarà l’assemblea meno “variegata” di sempre, il che vuol dire che molte delle sensibilità e idee politiche di pezzi minoritari della città non saranno rappresentati e, se vorranno, potranno lavorare solo fuori dal palazzo sui temi che stanno loro a cuore. Si è già detto ampiamente delle civiche di Ezio Roi, Noi per Imola, Paola Lanzon, Imola in Comune e Michele Ferrari, Rifondazione comunista, ma ci sono anche le liste di appoggio della maggioranza, Riformisti per Imola e Avs che non entrano e quelle in appoggio al centrodestra, come Forza Italia e Democrazia cristiana.

Avs, addio maggioranza

Non torna in aula Avs-Possibile che aveva come capolista Filippo Samachini, una presenza fissa nelle ultime consigliature. Se abbia inciso negativamente più la diatriba interna ai Verdi o il taglio degli alberi in città è difficile a dirsi, fatto sta che i voti, 887, non sono bastati per riguadagnare almeno un seggio. «Il risultato è diverso da quello che speravamo, ma il nostro impegno per Imola continua - commentano i referenti della lista -. Prima di tutto vogliamo fare i complimenti al sindaco Marco Panieri e a tutta la coalizione per il risultato ottenuto. Superare il 70% dei consensi e ottenere una riconferma così netta è il segnale di un lavoro che in questi cinque anni è stato riconosciuto dalla città. Il nostro è invece un risultato che non ci soddisfa e del quale ci assumiamo pienamente la responsabilità, con la volontà di capire come migliorare. Crediamo che fare politica significhi anche questo: riconoscere con serietà il giudizio degli elettori, senza cercare alibi o scorciatoie. Per noi l’impegno politico non si esaurisce con il risultato elettorale. Continueremo a lavorare»

Forza Italia

«Non siamo entrati in consiglio comunale ma siamo ritornati in città» commenta invece il referente provinciale di Forza Italia Nicola Stanzani. A palazzo comunale i berlusconiani mancano ormai da 10 anni, questa era di fatto una ripartenza da zero con molti candidati alla prima esperienza e un intoppo di percorso come il ritiro di uno di loro perché segnalato a sorpresa dalla Commissione antimafia. «Crediamo che molti elettori del centro moderato abbiamo votato per il sindaco Marco Panieri per il quale avevamo capito in città fosse alto il consenso, ciò con toglie che anche il grande entusiasmo della nostra squadra di candidati sia stata capace di risvegliare un interesse, e ora si dice pronta a continuare il lavoro sul territorio. Del resto ci sono stati alcuni di loro, come Daniele Rastelli e Carla Tassinari che hanno dimostrato con le preferenze ottenute (rispettivamente 359 e 102, ndr), di poter meritare un ingresso in consiglio comunale. Ripartiamo da qui, ora Forza Italia in città c’è e siamo fiduciosi per quello che si muoverà in futuro».

Imola in comune

Seppur deluso dal verdetto delle urne, Armando Martignani che si era candidato con la lista Imola in Comune di Paola Lanzon, conferma il suo impegno per contrastare il progetto del quadruplicamento ferroviario, «sul quale gli eletti ora dovranno scoprire le carte», dice. «Una vittoria l’abbiamo ottenuta: abbiamo rotto il muro del silenzio perché il tema del quadruplicamento è stato al centro di tutta la campagna elettorale. Tanti cittadini e imprese che ignoravano i reali impatti del progetto sul territorio imolese oggi finalmente sanno cosa rischiano. Abbiamo ottenuto l’ascolto che mancava: siamo riusciti a ottenere un tavolo tecnico direttamente dal ministro Matteo Salvini. Tra poche settimane molti scopriranno dove passeranno i treni e quali danni subiranno. Per questo la mia battaglia non si ferma. Proseguirò il mio impegno come coordinamento dei Comitati e Comitato imolese no viadotto».

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