Imola, il Banco alimentare si amplia e festeggia 35 anni attività GALLERY FOTO MMPH

Imola

E’ stato svelato ieri il nuovo spazio di 450 metri quadrati che completa e arricchisce la sede del Banco alimentare. Nella frazione di Zello si trova infatti la sede regionale dell’ente che raccoglie eccedenze di cibo ridistribuendole a centinaia di associazioni solo in Emilia-Romagna.

«Ai nuovi locali lavoriamo dal 2024 - spiega il presidente del Banco alimentare Stefano Dalmonte - . Negli anni sono cambiate tante cose, non solo le quantità di cibo raccolto e distribuito, ma anche le procedure burocratiche, sempre più complesse. Ci servivano quindi nuovi locali e uffici per facilitare e migliorare le relazioni con le associazioni che ritirano da noi le scorte per redistribuirle ai bisognosi. Con questo nuovo spazio abbiamo riunito in un unico centro logistico uffici e magazzino e questo ci consentirà di dare maggiore supporto alle associazioni che vengono a caricare il cibo gratuitamente aiutandole nella parte burocratica che appesantisce il loro lavoro, e il nostro, rischiando di scoraggiarle». Il nuovo spazio comprenderà dunque uffici, spogliatoi, una cucina e una sala riunioni multimediale da una sessantina di posti a uso dei volontari e dipendenti che dal lunedì al venerdì qui lavorano. Dipendenti che sono aumentati di molto, considerato che 10 anni fa erano 6 e ora sono 18.

In tutto, in regione, sono poi 720 i soggetti convenzionati, un terzo dei quali, emiliani, sono riforniti dalla sede del Banco alimentare di Parma. Il magazzino di Zello copre invece i territori di Ferrara, Bologna e Romagna, il che significa che sono almeno 25 al giorno gli accessi di altrettante associazioni che, su appuntamento, una volta al mese vengono a rifornirsi delle scorte da ridistribuire. «Negli ultimi dieci anni la burocrazia per gestire questo lavoro che si basa sul volontariato è sempre cresciuta in maniera sproporzionata - spiega ancora Stefano Dalmonte -. Questo crea molti problemi e i volontari delle associazioni si demoralizzano perciò è anche per aiutare questi eroi che abbiamo implementato il servizio, affinché non chiudano le associazioni, perché senza il loro lavoro di redistribuzione non avrebbe senso quello che noi facciamo con la raccolta».

Il Banco alimentare infatti non ha un rapporto diretto con i tanti bisognosi che la sua attività riesce a sfamare, garantendo quindi un diritto primario, quello al cibo, ma lavora per rifornire le associazioni che poi gestiscono il cibo. Il Banco lo raccoglie attraverso le aziende e tramite l’appuntamento annuale della Colletta alimentare, il consueto invito al dono che si rinnova a metà novembre e che solo in Emilia-Romagna vede mobilitarsi 400/450mila donatori e 19mila volontari su 1200 punti vendita. «Quello che raccogliamo ammonta a 10,5 milioni di chili di cibo, che ha un controvalore in euro medio di 30/35 milioni all’anno su base regionale - spiega il presidente - ed è ciò che le associazioni dovrebbero togliere dai loro conti se dovessero comprare il cibo per i loro assistiti. Risorse che invece possono investire in altri tipi di aiuto a chi ne ha bisogno».

In questi due giorni, fra ieri e oggi, il nuovo polo verrà mostrato ai partner che hanno contribuito a costruirlo. In giornata è in programma un open day, che ha già registrato il sold out di prenotazioni, rivolto alle associazioni e ai volontari che operano quotidianamente contro lo spreco e contro la fame, due facce dello stesso lavoro che vede il Banco al centro. E’ il modo del Banco alimentare di festeggiare i suoi 35 ani di attività.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui