IMOLA. Sanzioni e ammende per oltre 150.000 euro, 14 attività sospese per lavoro nero e gravi violazioni in materia di sicurezza, 16 lavoratori in nero individuati e 32 aziende sanzionate per inadempienze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Questo, in sintesi, il bilancio degli ultimi controlli svolti a Bologna e provincia dai Carabinieri del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro). Il settore della ristorazione e della somministrazione di alimenti e bevande, dettagliano i militari, “si è confermato l’ambito che presenta maggiori criticità”. In particolare, a Bologna sono state controllate “10 distinte attività di ristorazione”, e in ben sette strutture “è stata accertata la presenza di lavoratori in nero (uno per ogni azienda), oltre al totale inadempimento degli obblighi di formazione sulla sicurezza”. In cinque casi è scattata l’immediata sospensione dell’attività. In un esercizio commerciale è poi stata riscontrata “l’attivazione di un impianto di videosorveglianza senza accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro”, mentre altri due locali sono stati sanzionati per “l’assenza della formazione sui rischi professionali e la mancata visita medica di idoneità per il personale”. A Imola, l’ispezione in “una grande struttura di ristorazione etnica specializzata in sushi” ha portato “al deferimento dell’amministratore unico e alla sospensione dell’attività”, in quanto “sono stati trovati quattro lavoratori in nero e altri impiegati in totale assenza di formazione sulla sicurezza e di visita medica obbligatoria”. Un controllo in un altro ristorante del Circondario imolese “ha fatto emergere analoghe omissioni in ordine all’omessa sorveglianza sanitaria e alla mancata formazione del personale”.
In un esercizio di ristorazione di Castel Maggiore sono stati riscontrati “l’impiego di personale privo di regolare contratto di lavoro e l’omessa redazione del Dvr (Documento di valutazione dei rischi)”, con contestuale provvedimento di sospensione dell’attività, mentre due locali di Sasso Marconi e Malalbergo sono stati sospesi “per la mancata elaborazione del Dvr e per la mancata formazione dei dipendenti”. Un’azienda di Castel San Pietro Terme è stata invece sanzionata per “l’omessa formazione in materia di sicurezza e la mancata visita di idoneità sanitaria per i dipendenti”. Infine, a Castel Guelfo e ad Argelato “i controlli hanno portato alla contestazione della mancata formazione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro”. A Castel Guelfo è stata inoltre sanzionata “l’omessa idoneità sanitaria alla mansione, mentre ad Argelato è stata comminata una sanzione per la mancata custodia del Dvr all’interno del luogo di lavoro”. Un altro settore interessato dai controlli è quello del “comparto autolavaggi, cura della persona e servizi di pulizia”. A Bologna sono stati ispezionati “due saloni di acconciatura ed estetici”, uno dei quali è stato sospeso “per mancata redazione del Dvr e l’omessa formazione dei collaboratori”. In due autolavaggi sono invece stati trovati altrettanti lavoratori in nero (uno in ciascuna attività) “sprovvisti di formazione, visita medica di idoneità e Dvr”: entrambe le attività sono state sospese. Un controllo in una sede operativa di Bologna ha poi portato alla luce “un appalto illecito di servizi di pulizia tra due società con sede a Granarolo dell’Emilia e ad Argelato”. Contestualmente, una delle imprese coinvolte è stata sospesa per l’impiego di lavoratori in nero.
A Imola i controlli hanno interessato “un salone di parrucchiera (con la contestazione dell’impiego di una lavoratrice in nero e irregolare in Italia) e due autolavaggi, sanzionati per l’omessa formazione sulla sicurezza e il mancato assoggettamento dei lavoratori alla sorveglianza sanitaria”, mentre i titolari di due autolavaggi di Valsamoggia e Argelato sono stati sanzionati “per aver impiegato dipendenti privi della formazione obbligatoria sui rischi della mansione”. Per quanto riguarda il settore agricolo, a Mordano sono state controllate due aziende agricole. Nella prima è stato accertato “l’impiego di lavoratori sprovvisti di formazione e di idoneità medica”, mentre la seconda è stata sospesa perché impiegava un lavoratore in nero. Infine, i militari hanno svolto una serie di controlli in imprese edili, di manutenzioni aziendali e del settore ricettivo. In un cantiere di Pianoro è stato trovato “un lavoratore in nero, privo sia dell’idoneità medica alla mansione, sia della formazione obbligatoria sulla sicurezza”. Dagli accertamenti è inoltre emerso che “l’impresa esecutrice non era in possesso della prescritta patente a crediti-punti”, motivo per cui è scattato “l’allontanamento immediato del titolare dal cantiere”. In un’impresa specializzata nella manutenzione di elettrodomestici di Ozzano dell’Emilia è stato invece accertato “l’impiego di lavoratori irregolari privi di contratto, con conseguente sospensione dell’attività per lavoro nero”. Infine, ad una “struttura ricettiva-residence di Granarolo dell’Emilia è stata contestata la mancata formazione in materia di sicurezza e il mancato invio a visita medica di idoneità di quattro dipendenti”.