Imola, i candidati sindaco: “Educazione stradale fondamentale”. Ma il problema è l’organico risicato

Imola
  • 13 maggio 2026

imola

I candidati sindaci imolesi rispondono alla sollecitazione dell’ex ispettore di polizia municipale Emilio Noferini che per decenni aveva curato il progetto di educazione stradale nelle scuole imolesi, all’avanguardia a livello nazionale, che poi è stato progressivamente azzerato. Una sollecitazione pertinente, anche a fronte dell’aumento del dato sempre allarmante degli incidenti e anche considerato il dibattito sempre acceso sui nuovi velox e le migliaia di multe che vengono rilevate. Noferini aveva posto tre domande: cosa prevedono nei loro programmi i cinque candidati sindaci in materia di educazione stradale nelle scuole e come intendono applicare il codice che la rende obbligatoria dal 1994; come intendono impegnare una percentuale degli introiti delle sanzioni rilevate dalla polizia locale con a tutela degli utenti deboli e quali programmi prevedono nei 5 anni in merito all’indirizzo della polizia locale sui temi della repressione e della prevenzione.

Abbiamo girato le domande ai cinque candidati sindaci ed ecco le loro risposte che pubblichiamo in ordine di arrivo alla nostra redazione.

Marco Panieri, centrosinistra

«Con Noferini c’è un rapporto di lunga data, di stima e confronto, anche per il ruolo importante che ha avuto negli anni sull’educazione stradale a Imola - risponde il sindaco uscente e rincandidato per la coalizione di centrosinistra Marco Panieri -. In questi anni alcune attività sono state fatte, ma è evidente che sulla sicurezza e sull’educazione stradale si possa e si debba fare meglio. È un tema che resta ancora troppo sottovalutato, nonostante riguardi la vita quotidiana delle persone, dei bambini, delle famiglie e degli utenti più fragili della strada. Lo dimostra anche la superficialità con cui, talvolta, viene affrontato il tema del Piratello: un punto viario ad alta incidentalità, su cui l’amministrazione comunale è intervenuta proprio con l’obiettivo di aumentare la sicurezza di residenti e cittadini in generale. Da parte mia c’è quindi piena disponibilità a raccogliere questo stimolo e a rafforzare, nel prossimo mandato, il lavoro su prevenzione, informazione, educazione stradale e tutela degli utenti deboli».

Michele Ferrari, Prc

«Il traffico automobilistico e la pericolosità che ne consegue, ha raggiunto livelli inauditi. Maleducazione ed inadeguatezza alla guida rendono altamente insicure le nostre strade. Senza dimenticarsi dell’ingombro cittadino, dell’abbruttimento del paesaggio urbano e delle dannose emissioni che i veicoli a motore portano. Nessuna forza seria di governo locale può minimamente trascurare la regolamentazione della circolazione degli autoveicoli con tutti i mezzi a disposizione. Nel nostro programma le politiche di mobilità sostenibile sono tra le priorità e verrà fatto appello a tutta la strumentazione normativa disponibile e alle buone pratiche che le più moderne città del mondo stanno attuando con successo. Di certo l’educazione stradale nelle scuole sarà uno di questi strumenti, ma non si limiterà alle scuole, cercherà di raggiungere vari gruppi di utenti della strada, auspicando anche la collaborazione delle scuole guida, che hanno un ruolo fondamentale. Il progetto piccoli maestri di guida, dove i giovani valuteranno la correttezza alla guida dei loro genitori, accompagnati da un vigile o esaminatore, potrebbe diventare uno dei nostri progetti in questo ambito».

Ezio Roi, Noi per Imola

Il candidato civico di Noi per Imola Ezio Roi, avvalendosi in lista anche dell’esperienza della propria candidata Marinella Vella ex insegnante: «Ritengo sia assolutamente necessario riaprire l’ufficio educazione stradale, richiedendo il personale per svolgere tale attività in tutte le scuole dell’obbligo. Per i bambini più piccoli si tratta di imparare a circolare in strada in bicicletta e per i più grandi con lo scooter e ora anche con il monopattino. Gli introiti delle sanzioni dovrebbero essere in parte utilizzati proprio per ripristinate l’educazione stradale e assumere il personale dedicato. La prevenzione dovrebbe andare in tandem con il controllo e le sanzioni. Non c’è educazione, ma nemmeno controllo da parte della polizia locale, che non si vede più per strada o nei quartieri. La sicurezza stradale implica anche strade e marciapiedi ben tenuti e non con dislivelli che possono mettere in difficoltà anziani, disabili, mamme con i passeggini. Oltre a controllo e repressione, bisognerebbe introdurre delle campagne di informazione e formazione alla cittadinanza nei centri sociali».

Paola Lanzon, Imola in Comune

«Ringrazio l’ispettore per quanto ha fatto negli anni per la città di Imola e generazioni di giovani. I progetti di educazione stradale realizzati allora non insegnavano soltanto l’uso corretto e sicuro della strada e della bicicletta, ma trasmettevano valori fondamentali come rispetto, educazione civica e convivenza civile, valori che oggi sembrano sempre più indeboliti. La premessa a qualsiasi risposta e proposta futura deve però partire dalla constatazione di come oggi sia strutturata la polizia locale del Circondario. Negli anni in cui Imola divenne un modello nazionale di educazione stradale, la polizia municipale operava esclusivamente sul territorio imolese e contava 58 agenti operativi. Oggi la polizia locale è diventata circondariale, copre 9 Comuni e una popolazione molto più ampia, ma dispone di circa 61 agenti operativi. È evidente la sproporzione e il grave deficit di personale, che rende difficile non solo sviluppare progetti educativi continuativi nelle scuole, ma persino garantire un adeguato presidio del territorio. Per questo ritengo prioritario riportare progressivamente l’organico verso standard adeguati: servirebbero circa 112 agenti operativi. Solo così sarà possibile rafforzare il lavoro di prevenzione, educazione e presenza sul territorio».

Nicolas Vacchi, centrodestra

«L’educazione stradale non può essere accessoria o opzionale, ma deve tornare a essere un pilastro dell’offerta formativa nelle scuole. Il nostro programma prevede l’attivazione di un Ufficio educazione stradale, ricostituendo quella squadra di operatori di polizia locale specializzati che rese Imola punto di riferimento nazionale. L’obiettivo è superare la logica degli interventi spot per approdare a un percorso didattico continuativo, dalla scuola dell’infanzia alle superiori - . Vogliamo trasformare l’Autodromo in un “laboratorio a cielo aperto” dove i giovani possano apprendere il rispetto delle regole in un contesto sicuro. Intendiamo garantire che i proventi delle sanzioni siano reinvestiti con trasparenza in sicurezza stradale, la sanzione non deve essere un balzello per fare cassa, ma una risorsa che ritorna alla comunità. La priorità assoluta sarà la protezione degli utenti deboli, bambini, anziani e ciclisti, attraverso la messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola, l’eliminazione delle barriere architettoniche e il potenziamento dell’illuminazione degli attraversamenti pedonali. La base è un equilibrio tra la necessaria repressione delle condotte pericolose e una massiccia attività di prevenzione con campagne di sensibilizzazione periodiche e capillari. Guardiamo con interesse ai modelli europei di “sicurezza partecipata”, dove l’agente di polizia locale è una figura di riferimento e un educatore di prossimità. Punto fondamentale sarà riportare il servizio all’interno del Comune e aumentare l’organico».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui