Imola, Gruppo misto: si è dimessa anche Rebecca Chiarini

Imola
  • 17 febbraio 2026

La Lega l’aveva lasciata esattamente due anni fa nel febbraio del 2022 ora lascia definitivamente il consiglio comunale anzitempo rispetto alla scadenza prolungata fino alle elezioni fissate a giugno 2026.

Si tratta della consigliera comunale Rebecca Chiarini, avvocata imolese, entrata alla sua prima esperienza politica i in consiglio comunale tra le fila della Lega nel 2020. Parte di quello stesso gruppo di cui ora non c’è più alcun superstite politico. Fu proprio lei la prima lasciare la Lega in disaccordo con l’evoluzione della linea del partito aprendo il Gruppo misto che non era ancora presente nel consesso. Uscirono poi i colleghi Bugani e Carapia per entrare in Fratelli d’Italia con una scelta netta di campo, per Carapia una sorta di ritorno a casa, visti i trascorsi in Alleanza nazionale. Poi Riccardo Sangiorgi, uscito anche lui dalla Lega, che l’ha affiancata nel Gruppo misto per un po’.

Una diaspora infinita, quella dal Carroccio in primis, ma dal consiglio comunale stesso ad opera dei consiglieri del medesimo gruppo, culminata la settimana scorsa con l’annuncio a sorpresa di colui che fin lì era parso l’irriducibile del gruppo, Daniele Marchetti, già candidato sindaco della coalizione di centrodestra che aveva sfidato Marco Panieri.

«Lascio il consiglio comunale perché, dopo 5 anni, fatico a trovare un senso alla mia permanenza in quell’aula, soprattutto dopo che ne sono andati compagni di viaggio importanti come Marinella Vella, Daniele Marchetti e Riccardo Sangiorgi - spiegava ieri la stessa Rebecca Chiarini nel comunicare le proprie dimissioni -. Per molto tempo la carica di consigliere comunale mi ha permesso di esprimere opinioni e dissenso. Arriva però un momento nel quale prendere una posizione che rimane solo agli atti del consiglio non basta più e l’impossibilità di incidere anche solo un minino sulla realtà diventa difficile da sopportare. Ho atteso la discussione della mia ultima mozione, quella sull’intitolazione di uno spazio pubblica a Luigi Preti, e, dopo aver ascoltato per l’ennesima volta le ragioni strumentalmente addotte dalla maggioranza per il suo rigetto, ho davvero compreso che il tempo per me sui quei banchi era finito. Ringrazio le tante persone che mi hanno sostenuto e alle quali spero di aver dato per quanto possibile voce».

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