«Sono tornata». Esordisce così Paola Lanzon presentando la lista con la quale si candida a sindaca, “Imola in Comune”, ma soprattutto il suo alleato a sorpresa: la Lega. A portarle “sostegno esterno” è Jacopo Morrone: «Paola è una donna coraggiosa e preparata, perché il sistema che oggi vuole contrastare lo ha conosciuto dall’interno. La lista civica di Lanzon e i suoi sostenitori mi hanno convinto: sono preparati, sono pronti, sono soprattutto contrari allo stesso sistema di potere che anche io combatto da quando ho incominciato a interessarmi alla politica». è l’incontro fra una ex donna del Pd e un uomo della Lega di oggi, «una coppia di fatto - dice lei - chi lo avrebbe mai detto». Anche perché come ha detto lo stesso salviniano: «Forse a livello nazionale su certi temi non siamo d’accordo, ma a livello territoriale l’intesa con Lanzon e la sua lista è forte. E le prossime elezioni comunali a Imola riguardano solo il livello locale. Siamo spettatori di un lento ma inesorabile deterioramento interno del sistema di potere del Pd». Dall’altra parte della galleria invece ci sono i suoi alleati nazionali del centrodestra, perché non si è schierato con loro? «Sono stanco delle candidature scelte dalle segreterie dei partiti, fatte sapendo già che qui si va a perdere. Sarà che io giocavo a calcio, e anche contro la squadra più forte scendevo in campo convinto di vincere».
In questo caso l’obiettivo è il ballottaggio e a quello Lanzon punta convinta difendendo l’ “apparentamento”: «Non pensavo a questo accordo, la mia storia personale è antitetica a quella della Lega, ma al centro del nostro interesse c’è solo Imola e questo va oltre le nostre passate o presenti storie politiche. Anzi è quello che fa della nostra una lista autenticamente civica». La candidata è poi andata giù pesante: «Tanti mi dicono: ma sei sicura? Ma che coraggio, non sei preoccupata per la tua incolumità fisica? Questo mi ha colpito molto e mi sono chiesta: ma veramente Imola viene percepita così? Non è bello pensare che chi esprime una posizione divergente si esponga a rischi personali, comunque io ho un caratteraccio e faccio le cose in cui credo a prescindere». E ancora: «Imola è una città che ha tantissime risorse, ma non sono certa che vengano usate tutte nell’interesse degli imolesi - ha detto anche Lanzon -. Imola è sempre stata famosa per la qualità dei servizi ma ora è in fase di declino costante: scuola, sanità, ambiente bistrattato, l’autodromo che è divisivo, il centro storico... una landa».