Per il momento è dagli schieramenti antitetici al centrosinistra che sono arrivati i “colpi di scena”, per quanto annunciati, di questa campagna elettorale al via. Sotto la Galleria del centro cittadino ieri mattina è stata presentata la candidatura a sindaco di Nicolas Vacchi per un centrodestra orfano della Lega, che invece solo mezz’ora prima pochi metri più in là aveva dato il proprio appoggio, con l’alfiere Jacopo Morrone, alla lista di Paola Lanzon.
Imola elezioni, il centrodestra per Vacchi senza Lega ma con la ex sindaca grillina Sangiorgi
Sangiorgi candidata
Ma è la stessa coalizione a suo sostegno che ha messo Vacchi in ombra ufficializzando, per voce del suo mentore politico Galeazzo Bignami, la candidatura in lista dell’ex sindaca grillina Manuela Sangiorgi (da voci di corridoio in forse fino a poche ore prima). «Questa candidatura per noi è una buona cosa - ha detto Bignami -. Ha dimostrato una bella determinazione e voglia di dare un contributo vero. Lei è colei che per la prima volta è riuscita a rompere quel sistema di potere dominato dal PD che è sempre stato convinto che nessuno lo avrebbe mai sanzionato elettoralmente. Sangiorgi è la prova che l’alternativa è possibile». Dunque la stessa candidata, che si aggiunge ai portabandiera storici di Fratelli d’Italia in consiglio comunale come il suo stesso compagno di vita Simone Carapia, Maria Teresa Merli, Serena Bugani, Ilyan Dosi, sebbene non presente fisicamente ha catalizzato l’attenzione. Solo a conferenza stampa chiusa Vacchi ha commentato: «Ringrazio Manuela Sangiorgi per aver accettato di essere parte della mia squadra per Fratelli d’Italia e le rinnovo la mia stima. La sua persona ha saputo dimostrare alla città che Imola può sperare e credere in un vero cambiamento. Questa volta è ancora e di nuovo possibile andare al governo di Imola con una squadra competente e compatta». Ripresa la palla in mano, il candidato che ha accettato di sobbarcarsi il compito di portare Marco Panieri al ballottaggio, ha invece rispolverato buona parte dei temi che sono stati oggetto del suo lavoro all’opposizione. «Il sindaco attuale si presenta molto bene, è un buon ragazzo, ma oltre l’apparenza c’è poca sostanza. Faccio un esempio di cosa si è discusso nell’ultimo consiglio comunale: di multare chi affigge numero civico non in regola nuovo con il nuovo regolamento comunale, un nuovo sistema di riscossione tributaria, mentre il 2026 ha inaugurato con quasi 16mila sanzioni da autovelox sulla via Emilia in poco più di 50 giorni quasi due milioni di euro in nome di una sicurezza che è solo sulla carta. Per il centro storico si sono inventati il city dressing , ovvero pitturano le serrande chiuse, questa è la loro soluzione. Per le famiglie, i giovani e gli anziani cosa ha fatto Panieri? I famigliari degli ospiti di Cra Venturini hanno saputo da noi che ne avrebbero “sfrattati” 150. All’ultimo stravento abbiamo visto che ci sono scuole in cui piove dentro dove i dirigenti sono costretti a chiudere per ché l’edificio è insicuro, ma chi ha competenza sulle scuole è la Città metropolitana dove il sindaco è Matteo Lepore e il suo secondo è proprio Panieri che evidentemente sul tema delle scuole non si è fatto parte attiva a favore della propria comunità».
Gran Premio e ferrovia
Critico nei riguardi della Città metropolitana è stato anche lo stesso Galeazzo Bignami che accusa l’ente di non investire sul Gp di Imola nient’altro che pochi spiccioli, mentre loda l’iniziativa di Vacchi di scrivere al Governo per chiedere supporto per riavere la F1. Anche se ormai tutti sanno che le dinamiche del Circus viaggiano sul cash e in ogni caso vanno ben oltre la volontà politica, però Bignami dice che qualche spiraglio ci potrebbe essere per settembre, «se la guerra in Medio Oriente continua, anche se ci auguriamo che la situazione migliori». Lo stesso Bignami ci tiene a riportare la posizione del centrodestra sul tema del quadruplicamento della ferrovia. Un progetto del Ministero dei trasporti e di Rfi, «che però c’era già quando io sono arrivato a Roma - dice Bignami - e al quale non è arrivata alcuna contrarietà dagli enti territoriali di governo ai quali spettava però di informare i cittadini e non è stato fatto. Mi ha sorpreso molto che la Regione non ne avesse parlato alla popolazione, il governo ha svelato carte che altri tenevano nascoste - continua Bignami -. Il 12 gennaio e 3 febbraio nell’ultima riunione, il Comune di Imola ha richiesto modifiche al progetto, la Regione ha reso disponibile il verbale ieri. Lo dico: la realizzazione di una dorsale Adriatica è strategica e questo governo ritiene di doverla fare, minimizzando però l’impatto sul territorio, però non è il governo che decide cosa si fa a Imola questo dovranno farlo gli enti locali poi Rfi e governo raccolgono le istanze presentate. Bisogna sbloccarla questa opera, non possiamo continuare ad averla ferma. Non è vero che non serve al territorio, ma il PD che oggi accusa di non trovare concertazione è ipocrita. Comunque, a settembre partiranno le verifiche archeologiche e nei prossimi mesi il piano di fattibilità tecnica ed economica; a maggio 2027 è previsto l’accordo con la Regione. Ma dovrebbero essere gli enti territoriali a informare i territori di questo».
Chissà se nel caso di un ipotetico ballottaggio questo tema costituirà un ostacolo per un eventuale apparentamento con la lista Lanzon che invece ha raccolto i comitati contrari all’opera. «Se si arriva al ballottaggio credo che saremo tutti contro uno, magari non ci starà Rifondazione comunista, anche se di fatto anche loro si candidano in alternativa al centrosinistra», abbozza Vacchi. Per il quale per ora la Lega è un ex alleato «che ha fatto una scelta legittima in un momento di difficoltà». Come dire che nel caso i voti fossero pochi, con questa scelta di campo il dato sarebbe certamente meno visibile.