L’accordo fra Nuovo Circondario Imolese e Cgil, Cisl, Uil e Csa ha escluso i Cobas per i quali lo stato di agitazione invece continua. L’incontro in Prefettura era convocato per la giornata di ieri, ma il giorno prima il Nuovo Circondario e tutte le altre sigle sindacali avevano anticipato raggiungendo l’intesa, a quel punto l’Amministrazione ha ritenuto «superfluo» partecipare anche ieri all’incontro convocato a Bologna con i Cobas. Una procedura che i Cobas hanno definito «antisindacale». Mentre la Prefettura stessa nel suo verbale di ieri ha scritto di «prendere atto dell’assenza di Nuovo Circondario Imolese, non condividendo la posizione di esclusione adottata non presentandosi all’incontro. La parte sindacale ribadisce la richiesta di riattivazione delle normali relazioni e agibilità sindacali ai sensi della giurisprudenza più recente che, attualmente, vengono negati in modo arbitrario sia alla sigla che alle Rsu regolarmente elette. In relazione a tanto, si prende atto che la distanza fra le parti resta immutata».
Una sorta di imboscata per i Cobas che lamentano: «Il Nuovo Circondario ha disertato l’incontro di conciliazione in Prefettura, richiesto da Cobas in data 3 dicembre, inviando una comunicazione inaccettabile e antisindacale che metteva in discussione la legittimità negoziale dei Cobas. Il Prefetto, ovviamente, non ha accolto tale pretesa - scrive la sigla autonoma in una nota -. L’accordo per la cessazione dello stato di agitazione, raggiunto tra Cgil, Cisl, Uil, Rsu e Amministrazione, presenta gravi criticità e non rispetta la volontà espressa dai lavoratori il cui mandato assembleare è stato disatteso perché aveva votato contro la proposta dell’Amministrazione di non incrementare il Fondo 2025. L’accordo formalizza un Fondo 2025 senza alcun incremento, con promesse vaghe e non vincolanti relative al 2026, anno per il quale è prevista autonoma trattativa e l’entrata in vigore di nuovi contratti. C’è stata una mancanza di Coinvolgimento delle Rsu che risultano tra i firmatari dell’accordo, ma non sono state preventivamente convocate né informate sul contenuto dell’intesa. Non hanno potuto quindi esprimere un voto consapevole, tantomeno autorizzare la firma. e altre è avvenuto tra le rappresentanze sindacali e il Nuovo Circondario Imolese, rappresentato dal direttore Sergio Maccagnani e dal dirigente al personale Campalto».
Secondo quanto comunicato dall’ente il giorno prima, l’accordo raggiunto, Cobas esclusi, prevede diverse condizioni, a cominciare dalle tre nuove assunzioni nella polizia locale nel corso del 2026, con l’obiettivo di potenziare i servizi di presidio del territorio e di sicurezza urbana. Quindi l’incremento del fondo di salario accessorio: nel triennio 2026-2028 è previsto un aumento complessivo di 40.000 euro del fondo delle risorse decentrate del Nuovo Circondario con ricadute economiche positive sull’insieme dei dipendenti dell’Ente (oltre 155 lavoratori), dopo anni in cui questa possibilità risultava preclusa. Altre azioni, ha fatto sapere l’ente con una nota, verranno formalizzate nei prossimi giorni. Tra queste: la condivisione di un regolamento per i servizi per conto terzi svolti dal personale della polizia locale; la predisposizione di un progetto di potenziamento della sicurezza urbana e stradale, finalizzato a incentivare il personale interessato; la valutazione della possibilità di introdurre misure di welfare dedicate al personale. «Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto - ha detto il direttore del Nuovo Circondario Imolese Sergio Maccagnani nella sua nota -. In un contesto caratterizzato dalla difficoltà di reperire nuove risorse e dalla complessità di essere un ente di secondo livello, che dipende dai trasferimenti dei Comuni, questa intesa pone le basi per potenziare l’organico della polizia locale e, allo stesso tempo, per prevedere nel triennio un incremento del salario accessorio per oltre 155 dipendenti pubblici».