L’ultimo episodio in ordine di tempo, risalente a pochi giorni fa, non ha riguardato direttamente personale sanitario ma le addette del bar dell’ospedale, aggredite verbalmente da una persona che era solita sostare negli spazi comuni dell’ospedale e che ora è stata allontanata con un divieto di ingresso nel Comune di Imola. Ma l’accaduto testimonia come chi lavora nei luoghi di cura sia sempre più a rischio anche senza indossare un camice. E seppur complessivamente in calo a Imola, i dati raccolti dall’azienda sanitaria in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari, che si celebra oggi, offrono uno spaccato delle situazioni in cui il personale si trova ad affrontare tensioni e comportamenti aggressivi.
Imola, aggressioni in corsia all’Ausl di Imola: nel 2025 sono state 66
I numeri imolesi
Nel 2025 sono stati 66 gli episodi di aggressione nei confronti degli operatori sanitari registrati nei servizi dell’Ausl di Imola, un dato che la stessa azienda indica essere in diminuzione rispetto al 2024, anno in cui si era registrato il numero più elevato di episodi del quadriennio 2022-2025, con 97 eventi. «Il dato conferma l’attenzione dell’azienda nel monitorare e prevenire situazioni di rischio per gli operatori», dice l’Ausl. Il 59% delle aggressioni avviene in ospedale, nel territorio si registra invece il 41% degli episodi, distribuiti tra ambulatori territoriali (19%), case e ospedali di comunità (17%) e servizi di emergenza-urgenza territoriale (5%).
I luoghi del rischio
Gli operatori più a rischio risultano essere quelli che lavorano quotidianamente a diretto contatto con i pazienti: gli infermieri rappresentano il 62% delle segnalazioni, seguiti dai medici con il 25% e dagli operatori sociosanitari con il 6%. L’Ausl considera anche l’elemento del genere, ed emerge che l’84% degli operatori coinvolti sono donne, mentre il 16% sono uomini. Il dato riflette comunque anche la composizione del personale sanitario. Gli episodi si distribuiscono lungo tutta la settimana: l’88% delle segnalazioni si concentra nei giorni feriali, mentre il 12% nei giorni festivi. Per quanto riguarda gli orari, il 49% degli episodi avviene nella fascia mattutina tra le 7 e le 13, mentre il 33% si registra nelle ore notturne tra le 20 e le 7. Il pomeriggio concentra invece il 18% delle segnalazioni.
«I dati confermano come le situazioni di aggressività si concentrino soprattutto nei contesti assistenziali più complessi e nei momenti in cui la relazione tra operatori, pazienti e familiari è più intensa. Spesso si tratta infatti di episodi legati a momenti di forte tensione emotiva, come attese, condizioni di fragilità o situazioni cliniche difficili - spiega l’azienda sanitaria imolese -. La Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari rappresenta quindi un’occasione per ribadire l’importanza di tutelare chi lavora ogni giorno nei servizi sanitari e promuovere una cultura di rispetto nei confronti dei professionisti della sanità. La sicurezza degli operatori è infatti una condizione fondamentale per garantire un’assistenza di qualità e un sistema sanitario efficace per tutta la comunità».
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