IMOLA. All’età di 84 anni Imola perde Giorgio Marabini. Era nato a Mosca da padre italiano e madre russa il 22 luglio 1941, un mese dopo l’aggressione nazista e il primo giorno in cui i nazisti bombardarono Mosca dove appunto la famiglia di Marabini risiedeva. Dopo aver vissuto in Russia la sua prima infanzia giunge a Imola solo nel 1945 all’età di quattro anni, assieme alla sua famiglia che rientrava dopo un lungo esilio politico vissuto in Austria, Svizzera, Francia, Belgio e Russia. Esilio dovuto alle persecuzioni politiche di cui tutta la famiglia dal bisnonno Anselmo al nonno Andrea fu spesso oggetto per via della propria attività politica spesa a favore dei lavoratori e dei contadini, prima nelle file del Partito socialista, poi nel Partito comunista. Ijn un’autobiografia pubblicata due anni fa Marabini racconta eventi incontri e aneddoti della sua famiglia, dalla capostipite della famiglia, una filatrice del ’700 nata a Imola quando le truppe di Napoleone invasero Imola e la Romagna, alle partite a scacchi del padre con Togliatti. Gli avvenimenti principali della sua vita partono dall’infanzia in Russia negli anni ’40, per passare al periodo milanese negli anni ’50 fino alla giovinezza e maturità a Imola, in Romagna e all’estero. Microstoria e macrostoria si intrecciano, l’orgoglio delle proprie radici traspare e spesso nel nome del bisnonno Anselmo Marabini, dopo avere aderito alla sezione italiana della Prima Internazionale, fu tra i fondatori del Partito Socialista Italiano al Congresso di Genova del 1892, fu eletto alla Camera nel 1919, partecipò poi alla scissione della frazione comunista e alla successiva fondazione del Partito comunista d’Italia diventandone dirigente.
Scrive Fabrizio Castellari, consigliere regionale del Pd: «Giorgio è stato e resta un riferimento per Imola e per molte, moltissime persone ben oltre i nostri confini. Un grande imolese, cittadino del mondo. Anche per me è stato un riferimento prezioso, un esempio, entusiasta e sorridente, di grande saggezza e lungimiranza, una fonte da cui attingere. Il confronto con lui è stata la bellezza di un pensiero che guarda lontano, che conosce bene la storia e che sa andare oltre, nel futuro. Imola e non solo sapranno far vivere la sua saggezza, la sua competenza e la sua testimonianza».