Hub urbano del centro: a Imola e Castel San Pietro 1,1 milioni di euro

Imola
  • 06 agosto 2026

Il Comune di Imola ha ottenuto il massimo del finanziamento regionale per l’hub urbano del centro storico: 560mila euro. Stesso risultato per Castel San Pietro, che si aggiudica la medesima cifra. I due Comuni portano quindi a casa dalla Regione oltre un milione di euro, con il quale potranno sviluppare i rispettivi progetti per il rilancio commerciale e la valorizzazione dei centri storici.

I due centri erano diventati hub urbani un anno fa, quando la Regione Emilia-Romagna aveva accolto tutte le 63 candidature presentate nell’ambito della legge per la nascita degli “hub urbani e di prossimità”, pensati per rivitalizzare centri storici, borghi e spazi urbani in trasformazione.

La candidatura di Imola era stata costruita insieme a Confcommercio Ascom Imola, Confesercenti Territorio Imolese, Confartigianato Imprese Bologna Metropolitana e Cna Imola. L’Hub Centro Storico nasce con l’obiettivo di rendere il cuore della città più vitale, attrattivo, sostenibile e competitivo, attraverso una gestione condivisa con associazioni di categoria e realtà economiche e sociali. Il progetto prevede azioni coordinate a sostegno del commercio di prossimità, iniziative promozionali, formazione e strumenti digitali, oltre a interventi per favorire la residenzialità, migliorare l’accessibilità e accrescere la qualità degli spazi urbani. Il centro viene inoltre considerato come luogo di cultura, relazioni e innovazione sociale.

Anche Castel San Pietro potrà ora tradurre in interventi concreti il progetto elaborato per il proprio hub, il cui perimetro comprende le aree più significative del centro urbano e termale, tra cui via Matteotti, via Cavour e via Mazzini, principali assi commerciali della città. A settembre ci sarà un incontro tra l’amministrazione e i commercianti. Intanto la sindaca Francesca Marchetti non nasconde la propria soddisfazione: «Una bellissima notizia. La Regione ha creduto nella qualità del progetto che abbiamo costruito insieme alle associazioni di categoria, alle attività economiche e ai tanti soggetti che hanno contribuito al percorso di elaborazione. La legge regionale ha introdotto un cambio di paradigma».

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