Forlì, “l’esame non ha causato la morte del paziente”: prosciolto il medico, la Procura aveva chiesto 480mila euro di risarcimento

Forlì
  • 16 gennaio 2026

Quell’esame non ha causato la morte di un paziente. La Corte dei Conti ha prosciolto un medico campano dell’Ausl della Romagna, in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale “Morgagni Pierantoni” di Forlì. Il medico era accusato dalla Procura regionale di aver causato un danno erariale indiretto di oltre 480mila euro. La vicenda trae origine dal decesso di un paziente avvenuto 15 anni fa. In sede civile, l’Ausl Romagna era stata condannata a risarcire i familiari per una presunta condotta omissiva o errata dei sanitari. La Procura contabile aveva quindi citato in giudizio il medico, sostenendo che la sua decisione di sottoporre il paziente a una angio-Tc con mezzo di contrasto, nonostante una grave insufficienza renale, fosse stata la causa scatenante della morte. Il Collegio giudicante invece ha stabilito che l’esame diagnostico contestato non fu un atto di imprudenza, ma una scelta necessaria e giustificata dallo stato di emergenza in cui versava il paziente. La domanda di condanna è stata dunque respinta integralmente.

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